venerdì, 23 Agosto, 2019

Scrive Luigi Mainolfi:
Ogni anno c’è l’usanza…

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Nei giorni scorsi, molti articoli e diversi convegni sono stati dedicati al Rapporto SVIMEZ. Una catena del pianto. Anche chi ha avuto potere per influenzare l’andamento economico del territorio, senza fare niente per frenare lo scivolamento, ha cercato di apparire difensore del Meridione. Non riesco a capire la sorpresa, che molti rappresentanti della classe dirigente (o digerente, alla Sciascia) manifestano di fronte al fatto che dal 2002 al 2017, il 10% dei meridionali è scappato al Centro Nord o all’estero. Questo dato, effetto di una cattiva politica, è causa di ulteriori peggioramenti: non crescita del PIL e dei consumi, minore richiesta di servizi e di manodopera, diminuzione di alunni, ecc. Un’altra conseguenza è l’essiccamento della vita sociale e la diminuzione del valore del patrimonio edilizio. Quello di Avellino, nel giro di pochi anni, ha perso più del 30% del valore. Non capisco perché questi argomenti non vengono presi in considerazione. Perché il 2018 doveva essere migliore del 2017? Quale iniziativa era stata posto in essere per invertire la tendenza negativa? Per essere sicuro di quello che devo dire, sono andato a rileggermi considerazioni fatte sui Rapporti degli anni precedenti, in particolare quello SVIMEZ 2008 e quello CNEL 2010. L’articolo, pubblicato sul Corriere del 5 gennaio 2011, aveva per titolo”Ogni anno, le stesse parole” e iniziava con la parole di Totò “ Ogni anno, il 2 novembre…”. Il contenuto, può essere adattato al Rapporto del 2018.

L’articolo di Gianni Festa sul Rapporto SVIMEZ 2017, parlava di “usa e incolla” dei dati relativi agli anni precedenti. Il mio stato d’animo peggiora, se penso che stiamo ad agosto e quasi 2/3 del 2019 sono stati consumati. Potrei anticipare quello, che leggeremo l’anno prossimo nel Rapporto SVIMEZ 2019. Entro in un dramma, se mi fermo alla Campania e, in particolare all’Irpinia. I dati negativi del 2018 cresceranno. Chi può indicare un provvedimento concretizzato in questi sette mesi, utile a far crescere l’occupazione e la ricchezza? I settori che producono crescita economica e occupazionale, come agricoltura, ambiente, turismo, assicurativo, sanità, finanziario, cultura e innovazione, non sono stati oggetto di nessuna attenzione progettuale. Facciamo un esempio. Durante questo mese, in tutta la Provincia si svolgeranno centinaia di iniziative, con un consumo di risorse economiche notevole. Tranne una o due, nessuna attrarrà turisti, mentre la maggior parte delle risorse finanziarie impegnate andrà fuori dall’Irpinia. Ciò rappresenta un segno meno per il PIL provinciale. Se poi, ci riferiamo ad Avellino, troviamo un metodo antico: ogni frazione una manifestazione. Risultato: quelli di Bellizzi andranno a San Tommaso, quelli di San Tommaso andranno a Valle, ma, sicuramente, non vedremo turisti. Quando si capirà che bisogna coinvolgere chi ha le conoscenze adeguate, come l’Economia spaziale e il Marketing territoriale? Questi accadimenti, fanno capire anche un’altra deficienza: il 90% della classe dirigente non legge, non dico libri, ma nemmeno giornali. Avrebbero trovato proposte utili all’economia, perché, grazie a Dio, persone, che scrivono cose intelligenti, in Irpinia esistono. Una classe dirigente seria e intelligente dovrebbe capire le cause dei problemi esistenti e, direttamente o facendosi aiutare, trovare la medicina adeguata. Perché, come diceva una persona intelligenze del mio paese: “Per ogni malattia c’è la medicina”. Come può uscire dal sottosviluppo una zona nella quale l’agricoltura, che ai tempi di Rossi-Doria creava tanta speranza, anche con nuove colture, è meno produttiva di quella della prima metà del ’900? Un altro settore, che può creare occupazione è il ciclo dei rifiuti, dalla raccolta al riciclaggio o alla trasformazione in energia, tramite termovalorizzatori.

La classe politica e amministrativa ha saputo solo trasformarlo in una fonte di inquinamento e, come ha scritto Faenza, ne “Il ragno e la farfalla”, in un tesoro inesauribile per la camorra. Inoltre, la Campania felix ha avuto l’intelligenza di trasformarsi in un campo di roghi, sempre in pericolo di inquinamento. Per non diventare noioso, mi limito a ricordare che presso la Comunità Montana partenio e presso la Provincia ci sono proposte da me avanzate, ma mai concretizzate o seguite. Per giudicare bisogna sapere. Quanti sanno che le C.M., tra gli scopi sociali hanno la formulazione del Piano di sviluppo, del Piano agricolo e del Piano urbanistico? Quanti Amministratori hanno rispettato la Legge istitutiva? Da Presidente della Partenio, coinvolgendo energie irpine, rispettai il dettato dalla 1102. Cerchiamo di passare dai funerali ai matrimoni. A tal fine, è importante che il popolo la smetta di limitarsi a guardare, di dire “ma, però, purtroppo” e di digerire tutto. Deve cercare di capire chi ha idee e capacità per creare sviluppo e non accontentarsi dei sorrisi e dei pettegolezzi. Altrimenti, prepariamo i fazzoletti, non solo per salutare chi parte, ma anche per asciugarci le lagrime.

Luigi Mainolfi

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