mercoledì, 19 Giugno, 2019

Scrive Luigi Mainolfi:
Pantano politico

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Quando parlo con persone, che manifestano il desiderio di capire l’attualità politica e di intuire quello che il futuro ci riserva, noto il loro disagio. I bombardamenti televisivi, non hanno trovato i “territori mentali” con la stessa predisposizione a subirli. Gli over 50 manifestano sofferenza e si chiedono come e perché si sia passati dalla politica alle macchiette e dall’essere rispettati a livello internazionale ad essere isolati e ridicolizzati. I giovani sono costretti a cercare di costruire il loro futuro, poiché la politica non si interessa di loro. Molti cercano nello studio le risposte a domande, che il pantano politico provoca. E’ sempre più forte l’esigenza di guardare oltralpe, dove si vedono cose chiare e comprensibili.

In Gran Bretagna, ci sono Conservatori e Laburisti, partiti dai connotati chiari e comprensibili; in Germania l’attenzione viene attratta subito, dal PPE e dalla SPD; nella Spagna, dal PSOE e dal PP; cose simili negli altri Paesi. In tali Stati, possono nascere movimenti settoriali, a causa di errori governativi, ma le strade maestre non scompaiono, diventano solo più strette. In Italia, mancano Partiti che si richiamano alle grandi famiglie europee. La Lega e i 5Stelle non sanno dove li porta il cuore e nemmeno dove li portano le gambe, perciò, sono in continuo stato di agitazione. Il PD dice di aderire al PSE e, intanto, arruola Cirino Pomicino. Forse è più naturale lo sbocco verso Forza Italia, via Nazareno e, poi, con Berlusconi, sbarcare nel PPE. Gli altri partiti, che fanno arrivare il numero a 47, sembrano personaggi in cerca d’autore, senza una fede e senza un modello di società. Lo si capisce anche dai loro nomi. Non è un caso, se hanno l’esigenza di etichettarsi di Destra o di Sinistra. Parole, che sono dei recinti per i senza identità. Le conseguenze di una situazione, che se non fosse tragica, sarebbe ridicola, si toccano con mano, nonostante i tentativi dei poteri forti, attraverso i loro giornali e le loro scuole, di mistificare i dati e i loro significati.

Faccio due esemp: 1) Si dà la colpa allo spread dell’aumento degli interessi bancari, mentre lo spread è la conseguenza dell’aumento degli interessi sui titoli di Stato e su quelli bancari, che a loro volta dipendono dalle scelte di politica economica (DEF); 2) Le variazioni del PIL sono diventate l’unico elemento per valutare lo stato del Pase e non si dà importanza all’aumento della povertà, che provoca altre negatività, come corruzione, manodopera per la camorra e clienti per le “mense dei poveri”. Mauro Magatti ha estratto da un Rapporto del Pew Research Center, autorevole istituto americano, tre questioni riguardanti l’Italia. La prima è che il nostro Paese, per quanto riguarda la capacità di ottenere risultati in termini di bene comune, soddisfa solo il 29% della popolazione, mentre in Svezia e in Olanda la percentuale è del 65%. Il secondo aspetto è il nesso tra democrazia e condizione economica, che soddisfa il 77% dei ricchi, mentre la percentuale scende al 33% per gli svantaggiati. La terza questione riguarda la corruzione e la fiducia nei confronti del cosiddetto ceto politico. Il 70% degli intervistati ritiene che i politici siano tutti corrotti (Nigeria 72% e Corea del Sud 65%). Inoltre, solo il 28% ritiene di poter migliorare la condizione di vita. Dalla ricerca esce un quadro fosco, che dura da 10 anni e non è un problema di maggioranza o di opposizione. Pazzaglia, in “Quelli della notte”, insinuava che si stava tutti nello stesso “brodo primordiale”. Per la seconda Repubblica, qual è il brodo, in cui le Forze politiche nuotano? Tenterò, tra il serio e il faceto, di esporre una considerazione, ispiratami da un articolo di Mauro Bonazzi. Nella prima Repubblica, esistevano partiti, che presumevano di avere chiaro l’obiettivo e i comandamenti comportamentali da osservare, per raggiungerlo.

Periodicamente, si svolgevano i Congressi (Concilii laici), per verificare se i principii venivano rispettati e se c’era da apportare delle modifiche al percorso programmato. Potremmo dire che c’era un “Credo laico” da rispettare. Ho l’impressione che, dopo tangentopoli, i “credi politici” siano stati sostituiti dai “padre nostri” consumistici e pagani. Non più comandamenti ideologici o riformisti, ma il “dacci oggi la nostra indennità mensile e, domani, il nostro vitalizio”; rimettici i nostri debiti, come noi non li rimettiamo ai nostri debitori; non bloccateci le tentazioni e non fate caso se paghiamo le escort o le facciamo passare per figlie di Mubarak. Per i poveri, ci sono la Caritas, le “Mense per i poveri” lombarde e le Non profit. Forse, aveva ragione Palomba, quando diceva che anche la nobile Via dell’amore degenerò in Sodoma e Gomorra. Speriamo che ritorni la politica, come arte per il bene comune.

Luigi Mainolfi

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