mercoledì, 22 Maggio, 2019

Scrive Luigi Mainolfi:
Quanta confusione

0

Quando sento rappresentanti politici, in particolare Salvini e Di Maio, parlare dell’Unione Europea, penso a “Totò e Peppino a Milano”. Totò chiede a un Vigile Urbano:- Per andare dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare? I “politici per caso” dimostrano di non sapere quale percorso fare e con quali forze, degli altri paesi, viaggiare per contribuire alla costruzione di un’Europa, come quella, che stava nella mente dei padri del Manifesto di Ventotene. Dubito che conoscano le aspirazioni di Altiero Spinelli e Ernesto Rossi e le motivazioni che le avevano alimentate. Se non sanno a cosa dovrebbe servire l’ E. U, dimostrano di non conoscere nemmeno le caratteristiche del nostro Paese. Ciò rende impossibile valutare gli effetti, su di esso, delle dinamiche internazionali e delle trasformazioni verificatesi nei processi economici. I continui attacchi all’E.U potrebbero avere anche un’altra motivazione: distrarre gli italiani. Si alza il dito verso l’Europa, per non far valutare la produzione Governativa. Se aumentano le diseguaglianze, la disoccupazione, la desertificazione di vasti territori, la fuga all’estero di giovani laureati, il trasferimento di imprese fuori dall’Italia, la colpa non è della fallimentare politica italiana, ma è di altri. Totò dava la colpa al Vigile, che non capiva, gli “ignoranti italiani”, danno la colpa alla Germania. Ho trovato simpatica ed efficace l’espressione “La democrazia dello scontento”, per indicare le caratteristiche della nostra democrazia. Torniamo all’Unione Europea. Spinelli ed Rossi, convinti che la crescente internazionalizzazione dominava le economie degli Stati, nei quali faceva aumentare le diseguaglianze e i privilegi sociali, pensarono che una Federazione europea, dotata di un Parlamento e di un Governo Democratico, potesse contrastare l’espansione di tali negatività. Aspiravano ad una Unione Federale, fondata su concetti di pace e libertà. Sapevano bene che l’Europa non è un’unità naturale, come l’Australia o l’Africa; che è un miscuglio di razze; che le storie e le culture dei vari Stati non sono uguali. Sapevano che ci voleva un periodo di rodaggio e di adeguamento per arrivare ad una Federazione e che gli effetti di regole comuni non sarebbero stati uguali, nei singoli Stati. I quali avrebbero dovuto essere più vigili, lungimiranti e pazienti. Nel corso degli anni, abbiamo sentito parlare anche di “Stati Uniti di Europa”. Come italiani, avremmo dovuto capire cosa andava fatto per non stare sempre in conflitto con gli altri Stati. Alcune forze politiche avevano capito che l’Europa rischiava di diventare “l’Europa dei Mercanti”, mentre invocavano quella dei popoli. Veniamo all’oggi. Il Manifesto di Ventotene è attualissimo. L’esplosione della globalizzazione ha sostituito l’internazionalizzazione, rendendo più vulnerabili i Paesi, come l’Italia. Gli accordi del mese scorso, tra l’U.E. e la Cina, hanno legittimato la libertà di movimento del Capitalismo di Stato cinese, che è più potente di quello liberista. Per cui, gli Stati europei rischiano una crescente subordinazione ai poteri economici mondiali. Anche perché, con la Presidenza Trump, gli Stati Uniti si sono ritirati dalle responsabilità globali, pensando di dover perseguire il proprio benessere, ricorrendo anche al protezionismo commerciale. David Held, nel suo Modelli di democrazia, nel 1987, affermava che la democrazia è una forma di Governo difficile da mantenere. Per cui, l’ordine mondiale postwestfaliano aveva superato il Modello di democrazia dello Stato Sovrano e consigliava di rafforzare i rapporti e la collaborazione tra Stati. Dobbiamo constatare che stanno crescendo i sovranisti, utilizzando slogan antieuropei. Relativamente al nostro paese, ha ragione Luca Ricolfi, quando sostiene che gli europeisti non sanno farsi capire e non evidenziano la differenza tra l’Europa dei Popoli e quella dei Mercanti. Siamo in campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo, le Forze Politiche dovrebbero esprimere un giudizio su ciò, che è stato prodotto dall’U.E e fare proposte conseguenziali. Invece, notiamo solo confusione. Cacciari, ad esempio, ha fatto notare che lo slogan del PD “Siamo Europei”, non è in sintonia con le dichiarazioni di suoi rappresentanti. Perché, dà l’idea che l’Europa funzioni. Sarebbe più indicato lo slogan “Nuova Europa”. La liberista Bonino ha scelto come slogan +Europa, ma si riferisce a più Europa dei Mercanti o a quella dei Popoli? Ma non finisce qui. L’U.E viene accusata di essere a servizio delle Banche e della Finanza Tedesche. L’accusa viene fatta dalle Forze Politiche, che in Italia hanno sbaraccato lo Stato e consegnato il potere alle Banche, alla Finanza e ad altri campioni del Liberismo. Quale logica politica ha prodotto lo scivolamento del Meridione verso la desertificazione demografica ed economica? A chi appartengono i colossi della Finanza e delle Banche? Chi ha ceduto la gestione dei servizi a società, che hanno interessi consistenti nei settori dell’economia virtuale? Per favore, un poco di coerenza. Non si può essere favorevoli al libercapitalismo, in Italia, e condannarlo in Europa.

Luigi Mainolfi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply