domenica, 28 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Scrive Luigi Mainolfi:
Spesso le buone idee costano poco

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Quanto vado ad esporre è frutto di considerazioni sulle condizioni socio-economiche dell’Irpinia. Esse sono influenzate dalle conquiste concettuali fatte grazie agli studi di economia, dalla frequentazione di uomini, come Manlio Rossi-Doria, dagli innumerevoli confronti politici e dall’interesse per le vicende politiche e amministrative. Da quando l’Ente Provincia è diventato un cesto vuoto, circondato da un manicomio istituzionale, il territorio è vittima di una classe dirigente superficiale e incapace di programmare . Fa impazzire l’elenco degli Enti esistenti sul territorio provinciale . Tra Gal, Distretti, Piani di zona e altro arriviamo a 40, più 123 Pro Loco. Ultimamente, si sono aggiunti, 11 FORUM dei giovani. Abbiamo un migliaio di persone, oltre agli amministratori dei comuni e degli Enti di Servizio, che dovrebbero impegnarsi per lo sviluppo dell’Irpinia. Finora solo parole e spreco di soldi. Ho l’impressione che i dirigenti dei vari Enti, oltre a non partorire idee valide e a non saper leggere il territorio, non sanno nemmeno copiare. La causa di tali deficienze, secondo me, è culturale, oltre che politica. La mancanza della cultura dello sviluppo viene sostituita dall’attrazione affaristica per opere costose. L’ultima idea balorda è la galleria sotto il Partenio, partorita dall’improvvisato Biancardi. Anche l’idea del sindaco di Summonte, collegare Mercogliano con Napoli, tramite ferrovia, non si inserisce in un progetto di sviluppo. Ai tanti che hanno a cuore il futuro dell’Irpinia e la volontà di agire, vorrei sottoporre un ragionamento. Lo sviluppo di un territorio, come insegna Rossi-Doria, si può avere solo se si valorizzano le sue risorse. Quindi, il primo punto è la conoscenza delle risorse, che sono le caratteristiche del territorio (montagne, laghi, fiumi, pianori e borghi) , la qualità delle produzioni agricole e zootecniche, le risorse intellettuali , l’artigianato caratteristico, il folclore, l’arte e l’apparato industriale e manifatturiero. Sono risorse anche il risparmio, i luoghi di culto e la distanza dall’area metropolitana di Napoli, potenziale mercato per l’offerta irpina. E’ opportuno sapere che la valorizzazione delle risorse, in un periodo in cui i cambiamenti avvengono velocemente, richiede veri politici e chiari esperti di marketing territoriale. E’ bene ricordare i periodi in cui , grazie a uomini di pensiero, come Rossi-Doria, venivano avanzate proposte serie, come il Piano di sviluppo dell’Alta Irpinia e il Piano per lo sviluppo post terremoto. Purtroppo, mai prese in considerazione. So bene che valorizzare le risorse non è facile e non basta la volontà di poche persone. Deve essere la classe dirigente a porsi il problema, mentre il popolo dovrebbe essere meno distratto e più diligente nello scegliere i suoi rappresentanti. Anche l’informazione dovrebbe dare il suo contributo, dando voce a chi fa proposte utili e oscurando gli esibizionisti senza idee. L’elenco delle opere, che il Presidente della Provincia chiede di finanziare con i soldi del Recovery fund, è figlio di una mentalità affaristica, che fa pensare al già visto. Richiamo il caso della strada a scorrimento veloce Valle Caudina – Pianodardine, che ha tolto oltre 40 Ha di terreno fertile all’agricoltura. Nel 1983, da Presidente della C.M. Partenio, cercai, senza riuscirci, di dimostrare l’oscenità della proposta. Dissi, tra l’altro, all’ideatore dell’affare :-Se non cambiate il progetto, fra 40 anni, la strada non sarà ultimata. Il 2020 è passato e la strada è ferma a meno della metà. Altre opere incompiute dormono sul territorio. La cosa preoccupante è che nessuna forza politica ,nessun sindacato e nessuna associazione dimostra interesse per argomenti di questo tipo. Ritengo utili, per orientare le scelte, le seguenti notizie: 1) L’Istat ci fa sapere che, negli ultimi 10 anni, ben 342.000 campani sono andati via (più della Provincia di Benevento); 2) La Società di consulenza McKinsey è convinta che le imprese vogliono “tornare a casa”; 3) Nei prossimi 5 anni, i posti in agricoltura possono crescere del 25%. Questi dati fanno capire che ci voglio interventi di “pronto effetto”. In agricoltura ci vuole più impegno di persone che soldi, è difficile convincere i viticoltori a organizzarsi in cooperativa. Non è costoso sostituire le colture esistenti con colture più produttive (è disponibile anche un progetto per creare tartufaie). Gli enti locali e le Camere di Commercio dovrebbero ridurre il peso delle imposte e quello burocratico per invogliare gli imprenditori a restare o a tornare in Irpinia. Per quanto riguarda il collegamento con Napoli, quello ferroviario è importantissimo. Tanti anni fa si proponeva di fare arrivare ad Avellino la Circumvesuviana , spostando la stazione verso il centro della Città, in modo da invogliare i cittadini ad utilizzarla. Sono convinto di non essere stato esauriente. Spero di avere occasioni per sviluppare gli argomenti qui accennati.

 

Luigi Mainolfi

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