mercoledì, 5 Agosto, 2020

Scrive Luigi Mainolfi:
Stesso metodo, stessi risultati

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Più giorni passano e più mi rendo conto che senza una programmazione si procede a zonzo, improvvisando e cercando di distrarre il popolo, il quale viene inondato da stupide macchiette, non da ragionamenti. In questo clima, alcuni settori intrallazzano e succhiano ricchezza, inquinando la società e facendo aumentare le diseguaglianze e i poveri. I giornali parlano dell’esplosione dell’affarismo e del fatto che “i clan faranno razzie nell’industria della salute”.

La programmazione, che non significa elenco di opere e di regalie, deve essere il prodotto di valutazioni socio-economiche funzionali al raggiungimento del modello di società prefissato. E’ utile sapere che la mentalità dei mercatisti e quella degli orfani di ideologie sono alternative a quella programmatoria e sono la causa dei mali della società. In Irpinia, abbiamo un esempio illuminante della mancanza della cultura della programmazione e delle illusioni create dalla disponibilità di una cascata di miliardi. Dopo il terremoto, le proposte di Rossi-Doria e dei socialisti, che prevedevano la ricostruzione “incollata” allo sviluppo (programmazione), furono sconfitte dalla logica “antesignana del cattocomunismo”. Si regalarono soldi e territorio in cambio di insediamenti con un’obsolescenza programmata. Il risultato sta sotto gli occhi di tutti. A distanza di un quarantennio, la storia sta per ripetersi. Il Governo nazionale raccoglie ciò che era in lista d’attesa e, senza verificarne la bontà programmatoria e gli effetti sullo sviluppo del territorio, dichiara di avere l’intenzione di finanziarlo.

La lettura dei titoli degli investimenti previsti mi consiglia una considerazione. Se si collega Napoli a Bari, lasciando i collegamenti tra le varie province come erano ai tempi dei Borboni (vedi Avellino- Benevento, Benevento –Salerno, Irpinia e Sannio con Basilicata e Puglia, ecc,ecc..), non ci sarà sviluppo delle zone interne. De Luca, sulla stessa lunghezza d’onda di Conte, ha annunciato il varo di un bando a favore di investimenti. Si tratta di distribuire 91.000.000 di euro tra le imprese della Campania, alle quali sarà riconosciuto un contributo a fondo perduto pari al 30% dell’investimento. Come verranno scelte le imprese? In base a quale programma? Inoltre, le imprese possono chiedere prestiti alle Banche con la garanzia della Regione. Queste decisioni non sono scaturite da uno studio serio e credibile, perciò è giustificata l’impressione che De Luca si stia facendo la campagna elettorale con i soldi della Regione. Quando si decide di dare contributi a fondo perduto, dovrebbero essere indicati i traguardi che dovranno essere raggiunti come crescita del PIL e come aumento dell’occupazione. Questo modo furbesco di procedere è indicativo della disonestà intellettuale e della inadeguatezza della politica regionale.

A giustificazione del mio pessimismo, c’è un’altra osservazione. Leggiamo e ascoltiamo continui riferimenti all’importanza dell’istruzione e della formazione dei giovani per il miglioramento delle condizioni della società. Se osserviamo la realtà, ci rendiamo conto della scarsa valorizzazione e concretizzazione di tali affermazioni. Prendiamo il caso dell’Irpinia, che conosco bene, avendo ricoperto la carica di Assessore Provinciale all’Istruzione. Allo stato, abbiamo 8 Istituti alberghieri, dai quali escono oltre 100 diplomati all’anno, che non potranno trovare lavoro in loco. Perciò, possiamo affermare che l’elevato numero di questi Istituti li ha trasformati in pulman per far emigrare i nostri giovani. Ci sono, poi, 4 sedi dell’Istituto Agrario. Questi Istituti sono tecno-pratici, perciò dovrebbero essere organizzati come un’Azienda ed avere un vasto bacino di utenza, non da “farmacia rurale”. Mi domando: quali menti hanno chiesto l’istituzione di due succursali dell’Istituto Agrario: una a Calitri e un’altra a Calabritto? Negli ultimi anni, è cresciuta la vendita di Lauree, cosa che fa perdere valore e attrattiva all’istruzione e alla conoscenza. Inoltre, mi risulta che nessuno Istituto pratica un serio orientamento scolastico, che è indispensabile in un mondo in continua evoluzione. Infine, trovo ridicolo e preoccupante la nascita di Licei Musicali e di Licei Sportivi. Vorrei domandare a chi si è fatto promotore di tali scelte:- Quale futuro intravedete per i diplomati in tati Istituti? Gli opinionisti, gli economisti e i Centro Studi da anni ripetono che bisogna investire nell’istruzione, nella formazione e nella ricerca scientifica al fine di sprigionare energie giovanili e farle diventare produttrici di idee e strumenti indispensabili per creare sviluppo in un mondo globalizzato.

I professori Biliari e Verona, sul Corriere della Sera, di giovedì 9.7.2020 hanno sollecitato la politica ad aiutare “l’unione virtuosa tra creazione di nuova conoscenza (ricerca) e trasmissione della stessa alle nuove generazioni(didattica)”, indispensabile per non perdere la sfida delle altre Nazioni. Siccome i risultati universitari dipendono anche dalla qualità degli insegnamenti ricevuti precedentemente, è vitale migliorare la produttività dell’istruzione. Se ci guardiamo intorno, notiamo una corsa verso il basso. Meno male che ci sono delle eccezioni.

Luigi Mainolfi

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