domenica, 23 Febbraio, 2020

Scrive Luigi Mainolfi:
Una storia considerata cronaca

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Il film Hammamet di Amelio ha provocato confronti televisivi, articoli, sfoghi di direttori di giornali e interviste a politici della prima Repubblica. Amelio si è limitato ad esporre gli ultimi mesi di vita di Craxi, in una condizione di isolamento e lontano dall’Italia. Il lievito della storia è l’amletico dubbio: Craxi era stato vittima o causa della sua condizione? La quasi totalità degli intervenuti si è limitata a valutare la causa dell’esilio, dividendosi in due categorie: quella dei giustizialisti-moralisti e quella dei sostenitori della persecuzione politica.

Chi ha cercato di richiamare motivi geopolitici non ha avuto successo. Il tutto mi induce a sottoporre ai gentili lettori, il mio punto di vista. Preciso che ero demartiniano e non apprezzai l’operazione MIDAS. Poi, la proposta demartiniana degli “equilibri più avanzati”, il Saggio di Craxi su Proudhon, la mia simpatia per la SPD tedesca e la fede nel comandamento Laburista “dalla culla alla bara”, mi fecero capire che la visione craxiana era in sintonia con quella socialdemocratica ed europea e che prevedeva la crescita di un partito, non servo degli Stati Uniti ( DC) o dell’URSS (PCI). Gli USA e l’URSS non consentivano ai Paesi europei (Ovest e Est) di prendere decisioni che potessero indebolire il loro prestigio politico e i loro interessi economici. L’uccisione di Salvatore Allende, aveva dimostrato l’incompatibilità tra gli interessi degli USA e l’autonomia dei Paesi, gravitanti nella loro orbita. Nel mondo comunista, esisteva l’impossibilità per i Paesi del Patto di Varsavia, di assumere decisioni non in sintonia con la volontà del Cremlino. USA e URSS non sopportavano Stati con Governi autorevoli e aiutavano con finanziamenti i Partiti disponibili ad eseguire i loro ordini. E’ noto che la DC veniva finanziata dagli USA e il PCI dall’URSS.

Nel 1980, ero Segretario Provinciale del PSI, ebbi la visita del Console Americano a Napoli. Mi disse che il Suo Paese vedeva con simpatia il nuovo corso craxiano. La sua visita mirava a verificare se, nelle varie Province, il Partito era in sintonia con le idee di Craxi. Alla mia domanda: – Con la DC come la mettete? Rispose: – Non possiamo sopportarla più, costa troppo. E’ assodato che il PCI, fino al 1992, aveva avuto dall’URSS ben 962 miliardi. I socialisti non hanno mai fatto i moralisti di fronte a questi fenomeni, che condizionavano la politica italiana. La condizione del nostro Paese era simile a quella di molti Paesi Sudamericani. Craxi, si adoperò affinché l’Internazionale Socialista riprendesse prestigio e intervenisse a sostegno dei Paesi, che volevano essere liberi e autonomi. Cosa non gradita dagli USA e dall’URSS, anche perché in un Mondo, che stava diventando multipolare, la diminuzione del prestigio creava loro ulteriori problemi. Inoltre, con Craxi, l’Italia stava dimostrando che la politica deve controllare l’economia e non viceversa. Un altro argomento, che non poteva non preoccupare i poteri forti e massonici. Nel 1979, a Cervinara, sul palco, per un comizio, stavo vicino a Craxi e notai nel suo atteggiamento molto nervosismo.

Chiesi al compagno Marro, che era dirigente della federazione milanese del PSI, se conosceva la causa. Ebbi questa risposta: – Sa che deve essere ucciso. Cosa confermata da Formica. Inoltre, Marcello Sorgi, ha pubblicato il libro “Presunto colpevole. Gli ultimi giorni di Craxi”. Il Quotidiano del SUD, ha riportato uno stralcio tratto dal libro, con il seguente titolo: “ I documenti desecretati di Langley- L’ombra di Sigonella e della CIA sulla caduta di Bettino Craxi”. Si legge anche che Mattarella, nel 2015, scrisse a Stefania Craxi, affermando che la vicenda Sigonella “rappresentava una pagina importante della nostra storia recente”. Sorgi evidenzia anche le conseguenze nel mondo economico dell’azzeramento politico provocato da Tangentopoli. Le privatizzazioni e le dismissioni di un patrimonio che consisteva in un quarto dell’economia nazionale (Banche, telefonia, autostrade, siderurgia, chimica, treni, aerei, elettromeccanica e impiantistica). Un mercato in cui “banche d’affari americane, ma anche tedeschi, francesi e spagnoli si muovono indisturbati”. Sono convinto che anche in Politica per interpretare un fatto bisogna capire chi ne ha tratto vantaggio. I Poteri forti, per raggiungere il loro scopo cercarono i punti deboli dell’ostacolo da eliminare e gli esecutori della “sentenza” (questione morale e magistratura). L’errore commesso dal PSI fu di pensare che, dalla Magistratura fosse stato trattato alla stregua della DC e del PCI. Nel 1986, in una riunione dissi che il PSI era stato messo in difficoltà sempre per ragioni morali (Turati, Scotellaro, Mancini e Signorile). Perciò, bisognava vigilare. Gli altri potevano prendere tangenti, i socialisti no. Il non averlo capito diede ai giudici l’occasione per eseguire la sentenza. E, il moralismo Berlngueriano trasformò Di Pietro in un eroe. Gli effetti di Tangentopoli stanno sotto gli occhi di tutti.

Luigi Mainolfi

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