sabato, 28 Novembre, 2020

Scrive Luigi Orsatti:
Pensionati in affanno. Ma queste sono le riforme del PD?

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Con il primo di ottobre di quest’anno il già conosciuto PIN (procedura di accesso alla consultazione dei dati I.N.P.S.) è andato anche lui in pensione, rimarrà in funzione fino al prossimo febbraio 2021 per agevolare tutti quei cittadini che richiederanno il nuovo codice. Lo SPID(Sistema Pubblico di Identità Digitale) voluto dall’ex Ministro della Funzione Pubblica MADIA ossia delle nuove credenziali per poter accedere ai servizi di molte Amministrazioni Pubbliche. Si pensava a suo tempo fosse facile richiederlo questo codice, invece milioni di pensionati, si stanno attivando, con difficoltà, per richiederlo.

 

Innanzi tutto devi scegliere per prima cosa un Provider praticamente un fornitore di servizi Internet circa una decina in tutto i quali più o meno ti offrono il servizio in parte gratuitamente altri a pagamento. La cosa più fastidiosa che per procedere alla tua compilazione della dichiarazione dei redditi precompilata hai necessariamente, diversamente da prima, l’obbligo di sceglier lo SPID 1 e 2 i quali codici ti obbligano, in un certo senso, ad avere per forza uno Smartphone e non un GSM(anche super nuovo) dotato di APP.

Non credo che molti pensionati abbiano un P.C. figuriamo uno Smartphone. Quindi se non hai uno Smartphone non ti puoi collegare ai servizi amministrativi perché solo con questo telefonino hai la possibilità che ti legga il QR Code(un quadrato con quadratini bianchi e neri). E’ questa la grande riforma della Madia mettere in difficoltà i pensionati? Spero che il Partito Socialista Italiano a livello Nazionale, si faccia carico del problema informando l’AGCOM l’Autorità per le Comunicazioni, in quanto nella Parte Prima della Costituzione Italiana al Titolo 1 dell’art.13 cita: ” né qualsiasi altra restrizione della libertà personale”. Non si tratta in questo caso di costrizione?
Fraterni saluti

Luigi Orsatti

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