venerdì, 13 Dicembre, 2019

Scrive Manfredi Villani:
Infiltrazioni dalle discariche rifiuti

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Facendo seguito ai numerosi appelli dell’Avantionline per la valorizzazione dei RSU(rifiuti solidi urbani),delle FORSU(frazioni organiche rifiuti solidi urbani) e degli PFU (pneumatici fuori uso) non guasta evidenziare anche la pericolosità delle discariche abusive molto diffuse nei territori italiani. Dalle vecchie discariche provengono infiltrazioni di percolato che inquinano le falde. Per quelle  di recente insediamento potrebbero risultare fuori uso i pozzi di raccolta, magari a causa della mancata riparazione delle pompe che servono allo smaltimento del percolato, la sostanza che si produce dal prolungato deposito dei rifiuti. Si risolleva il problema per stimolare le Amministrazioni comunali, titolate dalla presenza sul loro territorio delle discariche, ad inserire nei bilanci comunali annuali capitoli di spesa appositi per l’ambiente. Occorrono fondi per ripulire tutte le discariche abusive che talvolta compaiono al ritmo di una al giorno. Spetta al comune assumersi l’onere dello smaltimento del percolato. Anche in presenza di gestori degli impianti biogas in ambito comunale potrebbero esserci pozzi per la raccolta del percolato non funzionanti per vari motivi tecnici da accertare. Si rammenta ai cortesi lettori di rileggersi l’articolo dell’Avantionline pubblicato il 30-12-2015 con titolo: Ecoreati. Gli inceneritori rifiuti e la Legge n.68/2015.Già il DL n.133/2014 (Slocca Italia) aveva previsto il superamento di eccezionali situazioni di rischio connesse alla gestione rifiuti tesa a favorire la valorizzazione delle risorse energetiche ed all’ambiente pulito. Purtroppo il governo del giovanile furore di Matteo Renzi non è ancora riuscito ad annullare il ritardo in materia di ecoreati, educazione ambientale ed emergenza rifiuti. Sconvolgente la scelta obbligata della Ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi, costretta a dimettersi dal dicastero coinvolta, con il suo fidanzato, nell’uso improprio dei rifiuti aziendali. Tale situazione ha cagionato una compromissione o un deterioramento significativo delle acque di falda inquadrabile nel delitto contro l’ambiente. Delitto perseguibile a norma dell’Art.452bis del codice penale.

Manfredi Villani

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