domenica, 12 Luglio, 2020

Scrive Manfredi Villani:
Campania Terra dei Fuochi

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In occasione del quinto anniversario dell’enciclica Laudato Sì’ il Santo Padre Francesco aveva concordato con il vescovo di Acerra,Antonio Di Donna,una visita nella” terra dei fuochi”in Campania.La visita doveva svolgersi domenica 24 maggio.L’appuntamento è stato rinviato a un momento migliore dopo il Covid-19.L’arrivo del Papa ad Acerra sarebbe stato un momento importantissimo.Era stato preparato fin dal mese di gennaio 2020 con un incontro di 400 sacerdoti a Teano provenienti da diverse diocesi interessate dal problema delle ecomafie.Il Papa aveva accolto l’invito a venire nella cosiddetta Terra dei Fuochi per il V anniversario dell’enciclica suddetta.

Ma poi la pandemia incombente ha bloccato tutto in una delle diocesi più colpite dall’emergenza nella Terra dei Fuochi. La pandemia ha messo in evidenza il punto debole della situazione locale di Acerra,perché negli anni passati,quando si parlava di inquinamento ambientale,i nostri politici spostavano subito l’attenzione sul problema dei rifiuti urbani e le discariche abusive.Il problema erano i rifiuti delle case che non venivano smaltiti al meglio e la colpa si finiva col darla sempre alle persone,perché la gente non faceva la raccolta differenziata.Invece non era così.Il fenomeno reale viene bene descritto da don Maurizio Patriciello,parroco di Caivano,da tempo in prima linea per la difesa del Creato contro le ecomafie.Siamo stati proprio noi,dice il parroco,e loro lo sapevano perfettamente,ad insistere e dire:”Guardate che i roghi non bruciano le immondizie delle case,le quali da anni vengono destinate al Termovalorizzatore di Acerra;non ci sono le bucce di banane,ma bruciano i rifiuti tossici degli scarti industriali,delle fabbriche che lavorano soprattutto in regime di evasione fiscale in Campania e nei dintorni.

Succede poi che tanti operai di queste fabbriche sono fantasmi,lavorano in nero e se le scarpe,le borse e gli indumenti che producono arrivano al Nord Italia,i rifiuti devono restare per forza a bruciare qui. Abbiamo denunciato ciò anche a Bruxelles portando non solo dati,ma anche foto e filmati realizzati nelle campagne.Qui si pone lo stesso problema che si pone per l’ILVA di Taranto.Quante volte è scattato il ricatto del “volete lavorare o volete morire di fame”?,anche se poi dovete rassegnarvi a morire di cancro.Ed oggi,con il Covid-19 il problema è ancora più grave.Molte fabbriche che fanno lavorare in nero hanno chiuso e molti lavoratori,senza alcuna tutela,fantasmi,sono arrivati alla fame.Nel commentare lo scritto del bravo parroco di Caivano ritengo opportuno aggiungere un approfondimento di rivalutazione ambientale per la conservazione dell’ambiente pulito.Dal 29 maggio 2015 in Italia è in vigore la Legge n.68/2015-concernente nuove disposizioni in materia dei delitti contro l’ambiente.Sono state introdotte nuove norme del Codice Penale: dall’Art.452bis-all’Art.452 terdecies. Come si palesa dalle suddette nuove norme siamo dotati di vasta risonanza cognitiva per colpire i colpevoli.Le autorità locali,provinciali e regionali della Campania,non possono tacere sulla diffusa situszione di rischio ambientale c onnesso alla gestione dei rifiuti nella Terra dei Fuochi.

Manfredi Villani

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