venerdì, 4 Dicembre, 2020

Scrive Manfredi Villani:
Ferrovie dello Stato, le cappelle di culto delle stazioni

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Il venerdì 17 luglio 2020 venne redatto e siglato un accordo CEI-FERROVIE DELLO STATO per l’assistenza pastorale nelle chiese delle stazioni ferroviarie.La convenzione evidenzia l’importanza del servizio religioso,morale e formativo svolto dai cappellani e dai loro collaboratori,chiamati a farsi prossimi a quanti lavorano nel comparto ferroviario.Con la Convenzione fra Conferenza Episcopale Italiana e Ferrovie dello Stato Italiane si garantisce la presenza dei cappellani per l’assistenza pastorale del personale ferroviario,delle loro famiglie e dei fedeli che frequentano le chiese nelle stazioni.La Convenzione,firmata da Gianfranco Battisti,Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Fs Italiane,e dal Cardinale Gualtiero Bassetti,Presidente della CEI,evidenzia l’importanza del servizio religioso anche per coloro che viaggiano.Valore che include i ritiri spirituali,pellegrinaggi,cerimonie,incontri di formazione e di confronto su questioni organizzative,metodologiche e pastorali

Le Ferrovie dello Stato Italiane si impegnano ad assicurare la manutenzione delle chiese negli impianti ferroviari,favorire la libera partecipazione dei dipendenti a celebrazioni e manifestazioni religiose,autorizzare l’allestimento del presepio aziendale nella sede centrale e sul territorio.Attualmente sono 36 i luoghi destinati al culto ubicati nelle stazioni.Cappelle più o meno grandi si trovano infatti ad Acireale, Agrigento, Alessandria, Ancona, Avellino, Bari, Bologna Centrale, Cagliari, Caltanisetta Centrale, Canicattì, Catania Centrale, Ceprano-Falvaterra, Cosenza, Enna, Firenze, Foggia, Foligno, Formia-Gaeta, Genova, Messina Centrale e Marittima, Milano, Napoli, Palermo Centrale e Palermo Notarbartolo, Reggio Calabria Centrale, Roma Termini e Roma Tiburtina, Taranto, Terni, Torino, Torre Annunziata Centrale, Trieste Centrale, Udine, Verona, Villa Literno, Villa San Giovanni.

Questo riepilogo dei luoghi di culto delle Stazioni Ferroviarie rappresenta un primo passo di sviluppo per tutti i terrori e località di lavoro del Gruppo Fs Italiane.

Manfredi Villani

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1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Questa Lettera al Direttore mi riporta alla mente una limpida e splendente giornata di fine inverno di alcuni anni fa, nella quale mi sono trovato a percorrere un buon tratto di Pianura Padana, in lungo e in largo come si usa dire, accompagnato dalla vista dell’arco alpino, sullo sfondo, e da un susseguirsi di svettanti campanili che si moltiplicavano al mio sguardo ogni qualvolta l’auto si “innalzava” in un cavalcavia.

    Campanili dal diverso stile architettonico, a significare le differenze tra l’uno e altro territorio, e che mi hanno fatto pensare al “servizio” da essi prestato nel corso dei secoli – oltre, ovviamente, a quello di carattere religioso – vedi lo scandire col loro suono il trascorrere delle ore, o il ricorrere ai loro rintocchi per scongiurare la minaccia di grandine (quando il Belpaese aveva ancora una forte impronta rurale).

    Hanno altresì orientato il cammino di viandanti e pellegrini, indicando loro la direzione e le distanze, e funzionando quindi da riferimento geografico, ma anche da punto di “umano” appoggio, perché ai suoi piedi il viaggiatore ha potuto sempre trovare qualcuno che gli fornisse un’informazione, o un po’ di ristoro, e fors’anche di incoraggiamento se ve n’era bisogno, e il batter delle campane ha spesso avvisato di un pericolo incombente.

    Intendo in sostanza rimarcare il ruolo svolto un tempo nel Belpaese dai “simboli” e luoghi di culto, quali chiese, campanili, cappelle o edicole ai crocevia di tante strade, …, vuoi per la loro “sacralità” e la devozione che hanno ispirato, ma anche come elementi di identità, visto che a mio avviso hanno reso peculiare e inconfondibile lo Stivale (aspetto che ritengo abbastanza sottovalutato, se non trascurato, sempre a mio modesto parere).

    Paolo B. 25.07.2020

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