martedì, 25 Giugno, 2019

Scrive Manfredi Villani:
Il medico dei poveri

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San Giuseppe Moscati,il medico dei poveri,nacque a Benevento il 25 luglio 1880 e morì il 12 aprile 1927,a soli 47 anni,nella sua casa di Napoli.Era amato in vita a furor di popolo perché sin da piccolo mostrò la sua grande sensibilità umana e religiosa.Conseguì la laurea in medicina a soli 22 anni e a pieni voti.Poiché era abilissimo nella diagnostica,la sua fama si diffuse velocemente e conquistò senza problemi l’abilitazione per insegnare(e per alcuni anni lo fece) in ambito universitario,ma decise di restare a servizio dei semplici,dei poveri,soprattutto quelli dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli.Non chiedeva mai un compenso,confidava solo nella Divina Provvidenza,vera artefice dell’apertura dei cuori.Il suo cappello,quello tenuto nel suo studio medico era accompagnato da un cartello che recitava:”chi ha metta,chi non ha prenda”. Giuseppe Moscati venne beatificato nel novembre 1975 da San Paolo VI e canonizzato il 25 ottobre 1987 da San Giovanni Paolo II.

Non va dimenticato il suo  rapporto con con l’Irpinia.Non tutti lo sanno,ma la famiglia Moscati era originaria di Santa Lucia di Serino,in Provincia di Avellino.Colgo dal quotidiano di ispirazione cattolica:Avvenire,un aggiornamento relativo al culto che cresce sempre di San Giuseppe Moscati.Culto che diviene giorno in giorno più acceso e sentito nella chiesa del Gesù Nuovo di Napoli.Si asserisce che il Moscati può essere scelto a modello di vita dai giovani d’oggi,poiché nella sua breve esistenza coniugò sempre il servizio verso i più poveri con le austere ragioni della scienza.Nelle sue vesti di scienziato Giuseppe Moscati conseguì la libera docenza in Clinica Medica ma rifiutò la cattedra universitaria perché ciò lo avrebbe allontanato dai suoi ammalati ed aveva studiato  medicina “unicamente per lenire i dolori dei sofferenti”e in particolare,aggiungiamo noi,di quanti non avevano il denaro per pagarsi le cure necessarie.Affermava che “non la scienza ma la carità ha trasformato il mondo in alcuni casi”.Quì è il segreto della felicità che s’irradia da lui.Fra i tanti miracoli Moscati guarì un ammalato di “leucemia acuta”,praticò sempre di mettere la sua scienza medica al servizio dei nullatenenti.Un esempio di attività scientifica al servizio degli ultimi che il popolo di Napoli e quello dell’Irpinia non hanno dimenticato.Negli studi,già da bambino,veniva incoraggiato dai suoi genitori:Rosa De Luca dei Marchesi di Roseto,Francesco Moscati.

Il luogo di sepoltura di San Giuseppe Moscati a Napoli è nella Chiesa del Gesù Nuovo,Cimitero di Poggioreale.La Chiesa è affidata ai gesuiti.Oltre alla tomba del Santo,all’interno di questo monumentale complesso barocco,è presente “l’oratorio di San Giuseppe Moscati”,dove sono esposti alcuni suoi manoscritti,fotografie storiche,rosari e riprodotti gli antichi arredi delle stanze del santo.

Manfredi Villani

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