domenica, 23 Febbraio, 2020

Scrive Marco Andreini:
La via del rinnovamento

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Mauro, ha la capacità di cogliere, sia come direttore dell’Avanti!, sia come grande dirigente politico del Partito, quando sia il momento di tirare il sasso nello stagno e sembra che quel momento topico sia davvero arrivato, per noi, come per il Paese. Nella fisica, come nella politica, gli spazi vuoti vengono sempre riempiti e sta nella capacità dei gruppi dirigenti dei partiti, saper occupare quegli spazi senza attaccarsi ad alibi o scusanti che nella
società della comunicazione non stanno in piedi.

Oggi, soprattutto in occasione del ventennale di Craxi sono riemersi dal torpore dove si erano assopiti, tutti o una buona parte, dei vecchi leader che al tempo si sono trovati vari rifugi, e se qualcuno è riuscito ad accorgersene hanno occupato loro nei dibattiti televisivi il posto che sarebbe stato di diritto di chi ha tenuto in alto la bandiera del socialismo. Dobbiamo convincerci come Socialisti, una volta per tutte, che noi non siamo gli ebrei che hanno subito la diaspora, noi siamo certamente un popolo disperso, ma molti di noi sono andati via, molti hanno mollato, e molti si sono rifugiati nel PD e oggi credo che i tanti ex risvegliati dal letargo politico non abbiano alcun titolo a indicarci la strada.

Sento che da molte parti si parla del ritorno a casa dei socialisti, bene, peccato che non si parla di masse votanti, ma di dirigenti senza arte né parte che non prenderebbero oggi neanche il voto dei parenti. Che senso avrebbe questa scelta, uno solo, dimostrare con questa splendida operazione il compimento di quello che nei partiti storici veniva visto, come una perfetta opera di revisionismo politico. Una operazione politica, che attraverso la scusa del rinnovamento, tende a considerare il vecchio segretario e il suo vecchio gruppo dirigente, non come compagni e compagne, che, attraverso mille intemperie hanno tenuto alta la bandiera, portato nelle elezioni regionali dell’2009 ad eleggere 14 consiglieri regionali, a tornare in Parlamento e al governo, consentendo al partito di avere una sede prestigiosa e due pubblicazioni come Avanti! e MondOperaio.

Possiamo dirlo, non ci stiamo, mentre noi cercavamo tutti di salvare la baracca, qualcuno che ora sembra un santo si sperticava in insulti e improperi al gruppo dirigente, segretario in testa, accusandoci di aver distrutto la storia gloriosa del partito, ovviamente dimenticando che a questo vecchio gruppo dirigente venne consegnato un partito disastrato, pieno di debiti, fuori dal parlamento. E a che titolo, quindi dovremmo continuare ad assistere al progetto tendente ad emarginare dalle iniziative e dai dibattiti il vecchio segretario, peraltro Senatore di un gruppo che si chiama partito socialista IV o il suo vecchio gruppo dirigente, partendo dal pseudo rinnovamento del partito nei territori.

 

Il sottoscritto, molti compagni che hanno scelto di appoggiare la via del rinnovamento al congresso hanno dato fiducia e continuano a darla al gruppo uscito dal congresso, ma ad una precisa condizione, almeno per quanto mi riguarda, che ci venga dimostrato, non a chiacchiere, quale progetto politico deve perseguire il partito, quale progetto organizzativo si deve attuare e come soprattutto debbano essere spese le poche risorse che abbiamo. Oreste ha fatto miracoli con le nostre finanze, ma tutto il partito si deve impegnare, oggi per supportarlo, e vedere conti alla mano, se il gioco vale la candela. Certo se dovessimo rilevare che dal tesseramento non escono grandi risultati,in termini economici, non solo di numeri di tessere, risulterà evidente a tutti che anche i miracoli non sono più sufficienti.

 

Marco Andreini

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