domenica, 5 Luglio, 2020

Scrive Massimo Cafarada:
L’Avanti e false aspettative

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Nel giorno della festa dei lavoratori ritorna a circolare lo storico giornale Socialista, pietra miliare del
giornalismo italiano per quasi 100 cento. L’emozione nel ritrovarlo in edicola dopo un quarto di secolo è, in effetti, molta negli occhi di un ragazzo di 22 anni. Tuttavia, per diversi aspetti, l’esperimento non è in grado di mantenere le aspettative che, nei giorni scorsi, ha suscitato.
Sebbene, infatti, l’intento sia lodevole è possibile rinvenire nel giornale diversi errori di stampa e, in più punti, errori grammaticali e di sintassi, sintomo di una particolare superficialità nella stesura dello stesso e di una scarsa cura nei dettagli i quali, com’è noto, risaltano particolarmente nella carta stampata.
Anche sul versante contenutistico “L’Avanti!” non è in grado di eguagliare il suo precedente storico. È pacifica l’inserzione di diversi messaggi di felicitazioni per l’avvio di tale progetto – ed è naturale, del resto, nella prima copia- ma i vari articoli risultano essere, nell’insieme, una continua ripetizione di un messaggio vecchio. Si pone molto, se non “in toto” l’accento sulla crisi sanitaria ed economica esplosa a seguito del diffondersi del Coronavirus ma, leggendo attentamente, non vi sono analisi che possano fungere da pungolo all’azione governativa né possano essere da spunto per programmi riformatori e pienamente socialisti. In molti punti si cerca – non senza una certa retorica – di giustificare, a torto o ragione, la politica degli anni ’80 e la crisi dovuta all’esplosione del debito pubblico. Temi divisivi e troppo spesso gettati nell’agone politico a fini propagandistici.
In ultima istanza è pienamente auspicabile il ritorno effettivo dell’Avanti in un momento critico quale quello che siamo costretti a vivere in quanto espressione del vero riformismo e Socialismo liberale ma esso non deve e non può in alcun modo rivelarsi un contenitore vuoto elaborato al solo fine di dare visibilità a chicchessia.
Il patrimonio storico, culturale e umanistico cui tale iniziativa si rifà ne uscirebbe integralmente compromesso.

Massimo Cafarada

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