domenica, 5 Luglio, 2020

Scrive Massimo Lulli:
Il valore dell’autonomia

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Caro direttore, finalmente il dibattito che hai avviato mercoledi scorso e che ha avuto seguito con l’intervento di Valvano e con la Tua replica di ieri, mi offre la possibilità di portare un contributo nella qualità di persona realmente “INFORMATA DEI FATTI”.

Mi esprimo in modo tanto perentorio oltre che per il fatto di esserci stato sempre, per aver compiuto a Palestrina con gli altri compagni la scelta di presentarsi in ogni tornata elettorale comunale (ente con popolazione superiore a 15.000 abitanti) con la lista del partito.
Solo nel 1995 non è stato possibile per la particolarissima situazione del momento e la improbabile alleanza del tempo con Mario Segni. Ci siamo stati nel 1999 e nel 2004 con il simbolo dello SDI, nel 2009 nel 2014 e nel 2019 con il nostro attuale simbolo del PSI.

Solo nel 1999 abbiamo conseguito una rappresentanza in consiglio comunale, risultato mai replicato nei successivi quattro turni nei quali ci siamo attestati poco sopra o poco sotto l’ 1%.
Se facciamo nostro il Tuo giudizio dovremmo essere ricompresi quindi tra coloro che sono mossi da  un’ ambizione talmente elevata da finire sotto terra.
Bene. Ti informo che dopo 25 anni ancora non siamo sotto terra, siamo invece riconosciuti nella nostra città, diamo vita ad una comunità che per quanto piccola gode del rispetto unanime dei cittadini anche in virtù di questa dignitosa costanza.
Fare la lista di partito ogni cinque anni ci impegna alla raccolta di ben 16 candidati e di oltre 200 firme di cittadini per la presentazione, crea tra noi un sentimento di solidarietà altrimenti meno scontato.
Fare la lista di partito ci ha consentito di svolgere nella campagna elettorale manifestazioni politiche del Psi come quella del 19 Maggio dello scorso anno alla quale è intervenuto il nostro segretario nazionale.

Restando nel tema della partecipazione ad elezioni con lista di partito è poi illuminante l’esperienza della Regione Lazio : dal 1995 al 2018 nella nostra regione si è votato 6 volte ed in tutte le occasioni nelle quali ci siamo presentati con lista di partito ( 2000, 2005, 2010 e 2013 ) abbiamo ottenuto un quoziente ed eletto un consigliere regionale.
Solo nel 1995 e nel 2018 a causa della rinuncia al simbolo non siamo riusciti ad esprimere una rappresentanza in consiglio regionale.

Ed ancora. Se fosse, come sostieni, più efficace la rinuncia al simbolo con la conseguente partecipazione a qualche sistema di alleanza elettorale come potrebbe essere mai stabilito il diritto del nostro Psi ad esprimere un certo numero di candidati nei collegi e l’ordine di lista nella quota proporzionale in assenza di un riscontro del nostro effettivo peso elettorale?
Non credi che in tal caso, come può essere già accaduto, la nostra presenza sarebbe marginale e le candidature oggetto di un meccanismo di selezione opaco e discrezionale perché affidato ai partners forti della eventuale coalizione.

Caro Mauro conservo sempre un gran bel ricordo di TE. Nell’aprile del 1978 abbiamo alloggiato per un’intera settimana nello stesso albergo di Moncalieri per partecipare al Congresso di Torino. Tu giovane segretario della federazione di Reggio Emilia e già apprezzato dirigente nazionale, io 22enne segretario della sezione di Palestrina.
E’ quindi con profondo rispetto ed affetto che mi rivolgo a Te chiedendoti di tener conto del gran valore che ha ancora per quasi tutti noi il valore dell’autonomia che è anche la ragione della nostra fraternità.

 

Massimo Lulli
PSI Palestrina

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