lunedì, 17 Febbraio, 2020

Scrive Massimo Ricciuti:
Tra Gualtieri e Ruotolo voto Angeli

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Le elezioni suppletive che si terranno prossimamente a Napoli e a Roma hanno un importantissimo significato all’interno del quadro del centrosinistra. In pratica sottolineano quale tipo di centrosinistra sia auspicabile. Assumono così un fortissimo significato simbolico. Sono scelte che disegnano un quadro e un progetto che vanno al di là del contingente e spiegano molto chiaramente quale disegno politico abbiano in testa i dirigenti della coalizione (mobile e variegata) del centrosinistra. A Napoli la candidatura del giornalista Sandro Ruotolo ha suscitato moltissime perplessità, scombussolando un po’ tutto il campo “democratico”. Due prestigiosi esponenti della cultura, i professori Paolo Macry e Biagio De Giovanni (il primo di estrazione liberal-riformista, il secondo storico esponente del riformismo socialdemocratico partenopeo) hanno lanciato un appello sottolineando le criticità e le ambiguità della candidatura di Ruotolo.

All’appello hanno aderito molti intellettuali e esponenti della “società civile”, ma anche esponenti del mondo politico. Il Partito Socialista partenopeo pur non firmando l’appello (chi scrive lo ha firmato) ha pubblicamente dichiarato di ritenere la scelta del candidato un errore politico. E bene ha fatto. La candidatura di Sandro Ruotolo, indiscusso professionista di valore è stata promossa dal Sindaco De Magistris al PD che subito la ha accettata. Il problema viene dal fatto che in città il Pd dovrebbe essere all’opposizione di De Magistris. In realtà un’opposizione che non ha mai brillato per capacità incisiva né nel caratterizzare in questi anni un forte disegno strategico credibile e alternativo. In più, sottolineano Macry e De Giovanni, il patto DeMa-Ruotolo-PD rischia fortemente di cedere a un riflesso populista,demagogico e giustizialista di cui il Sindaco è l’emblema. In questo contesto la figura autorevole del giornalista verrebbe mortificata prestandosi a un progetto molto discutibile e certamente non condivisibile da un area riformista, socialista, liberale, garantista e fortemente anti-populista. In realtà alcune passate scelte di Ruotolo non hanno smentito alcuni di questi dubbi. Alcuni toni utilizzati in passato hanno soffiato sul fuoco di un certo giustizialismo mediatico che un po’ è piaciuto al M5S ma certo non a una sinistra realmente riformista. In più, sempre con De Magistris, si candidò con l’ex pm Ingroia in una lista con De Magistris , lista che non brillava per garantismo.

Al netto ci è sembrato giusto come socialisti non condividere e non appoggiare questa scelta. A Roma il centrosinistra, in particolare Pd e PSI convergono sul ministro Gualtieri. Tale scelta vede perplessi molti riformisti che si riconoscono in Italia-Viva , Azione e +Europa. Perché candidare un ministro? Tra l’altro importante? Perché preferire Gualtieri alla giornalista Federica Angeli che gode di un vastissimo consenso popolare nel centrosinistra e anche al di fuori di questo perimetro? La Angeli è sottoscorta dal 2013 perché ha svelato le connessioni tra il clan Spada e pezzi di ceto politico. E’ una persona che conosce a fondo il difficile e complesso mondo che ruota intorno la Capitale. Sarebbe anche un ottimo sindaco…da anni esistono comitati che ne appoggiano la candidatura. Lotta contro il giustizialismo e il populismo battendosi per affermare la giustizia. Conosce bene gli intrecci tra malavita e affari e le dinamiche che regolano il territorio. Perché sacrificare un ministro quando si potrebbe lanciare una grande sfida che dalle suppletive potrebbe arrivare al governo della città con ampissime e trasversali possibilità di successo?

MASSIMO RICCIUTI

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