venerdì, 22 Gennaio, 2021

Scrive Matteo Mannelli:
Mettere al centro lavoratori ed attività economiche

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Nuovo Lockdown, nuove distanze, nuovo ristagnamento economico.
Avvolti in una strana aura di perplessità, incertezze ed insicurezze, andiamo avanti inesorabilmente senza neanche dire “ Andrà tutto Bene”.
Alcune considerazioni per comprendere il contesto. In primo luogo è da evidenziare che nel terzo trimestre si registra, nella prima provvisoria stima fatta dall’ISTAT a fine ottobre, un potente rimbalzo dono i due primi trimestri miserrimi.  Nonostante il + 16,1% siamo ancora lontani dal dato di fine 2019 e ben otre 8% sotto i dati di quasi 12 anni fa, gennaio 2008.

 

In secondo luogo non avendo ancora i dettagli sulle componenti del PIL (saranno noti solo con la II stima a fine novembre), non si hanno certezze su chi ha determinato questo (inatteso per molti economisti) rimbalzo. Si può solo ipotizzare, alla luce dei dati settoriali fermi ad Agosto, che l’Export netto sia stato quello che ha dato il maggiore ed abbia rappresentato anche un ottimo traino per gli investimenti del comparto industriale.

 

In terzo luogo la domanda interna per i Consumi si stima che sia leggermente ripresa, ma siamo molto sotto i valori di un anno fa. Ovviamente è salito conseguentemente il tasso di risparmio. Infine si continua ad avere un surplus positivo relativo alle Partite Correnti (cioè entrate/uscite vs estero). La ripresa dei contagi ed i nuovi restringimenti alla mobilità peseranno molto sul trimestre in corso. Le politiche di sostegno al reddito messe in campo dal Governo hanno fino ad adesso evitato il peggio, ma solo la prospettiva del vaccino può dare una vera accelerata.

 

In queste ore è cominciata la nuova tranche di cassa integrazione prevista dal primo Dl «Ristori» (Dl 137/2020, articolo 12), che consente alle aziende con attività sospesa o ridotta a causa del Covid-19 di chiedere un nuovo periodo di Cig ordinaria, assegno Fis o cassa in deroga per i lavoratori tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021.
Aiuti che vanno incontro alle esigenze delle aziende che hanno già usato gli ammortizzatori introdotti da marzo in poi e si estende alle imprese coinvolte dalle chiusure disposte in chiave anti-contagio dal Dpcm del 24 ottobre.
Uno dei nodi reali però è quello dei ritardi nei pagamenti e nelle autorizzazioni di accesso alla cassa presentate dalle aziende.
Le contraddizioni non mancano.

 

Poter usufruire di alcuni servizi e non di altri sembra illogico sia per la prospettiva sociale che economica. In un contesto psicologico drammatico il rischio è che si crei una discriminazione economica per taluni settori. Cambiare il messaggio per cambiare il contesto, partendo in primo luogo dalle parole.
Ad esempio, non condivido la definizione Distanza Sociale e non di Distanza Fisica.
Parlare di distanza sociale è come parlare di una discriminazione tra le classi, tra i gruppi sociali.

 

Serve dare un cambiamento in positivo.
La Politica abbia il coraggio di mettere al centro i lavoratori e le attività produttive
Il Governo ha la facoltà di poter accorciare il distanziamento sociale che stiamo vivendo, eliminando le contraddizioni che attualmente discriminano le attività in serie a e serie b; cambiando il linguaggio e dare un senso di unità nazionale di tutte le attività produttive.

 

Matteo Mannelli

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