venerdì, 5 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Scrive Matteo Mannelli:
La sinistra riparta dalla difesa dei lavoratori

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Caro D’Alema, la Sinistra riparta dai lavoratori della Bekaert di Figline Valdarno

Sabato 5 dicembre si è tenuto un confronto, rigorosamente online, circa l’apertura di un” cantiere della Sinistra,” argomento centrale dell’ultimo numero della rivista ItalianiEuropei.
Il Presidente Massimo D’Alema invita alla riflessione sulla costruzione di un Unione politica a Sinistra, al fine di colmare un vuoto che sta diventando sempre più incolmabile.
Al suo appello rispondono illustri protagonisti: da un padre nobile come Giuliano Amato a Nicola Zingaretti, Roberto Speranza, Dario Franceschini, Goffredo Bettini, Elly Schlein e due intellettuali come Ida Dominijanni e Nadia Urbinati.
Le conclusioni di D’Alema «Ci siamo, c’è vita a sinistra» sono la base della discussione oltre alla riflessione sulle scissioni in casa Pd di Mdp ed Iv, e sull’assenza di una unione di fatto per competere contro i sovranisti sul piano dell’identità e della difesa dei ceti meno abbienti.
Dopo anni sembra che la domanda sia sempre la stessa: Cosa vuol dire essere di Sinistra?
Ed inoltre: Perché in Italia non si riesce ad avere una Sinistra Unita?
Ricordo ancora con affetto un anziano Pietro Ingrao che, ad una delle ultime manifestazioni in cui prese parte, urlò “unitevi, unitevi” rivolgendosi ai militanti intorno a lui.
Un grido che provò ad essere raccolto dall’esperienza della Sinistra Arcobaleno, troppo breve e poco intensa.
Parallelamente l’esperienza del Partito Democratico ha mostrato una vocazione a ricercare voti al centro, anziché difendere i deboli, diventando un centro politico sempre meno credibile e sempre più rappresentativo dell’establishment.
Andando avanti con gli anni pare che sia diventato sempre più grande, lo spazio tra chi ha bisogno di Sinistra e chi vuole costruire una proposta.
In Italia serve una Sinistra forte, capace di dare un’alternativa credibile di Governo?
Per quanto mi riguarda la risposta è affermativa.
Sinistra può rappresentare tante espressioni, personalmente credo che significhi: Progresso e Difesa dei più deboli.
D’Alema vede un’opportunità elettorale importante.
La paura invece è quella che si crei un ulteriore contenitore fatto di individualismi.
La Sinistra muore quando lo spirito individualista primeggia su quello del gruppo.
Se l’interesse individuale vince sulle necessità della collettività non vi è Sinistra.
Non si può però partire da una unione di classi dirigenti nazionali, che vengono sintetizzati da un simbolo elettorale, questo fu l’errore nativo del Partito Democratico.
Chi vuole impegnarsi per creare una Sinistra unita, parta dai contenuti, non dalle riflessioni di amplio respiro.
Essere sul territorio, ricreare una connessione tra le persone e la Politica, ricostruire una credibilità.
Più che i dirigenti nazionali, consiglierei a D’Alema di mettere a disposizione la propria grande esperienza per aiutare ed incontrare i lavoratori della Bekaert di Figline Valdarno, stabilimento, che produce cordicelle di metallo per pneumatici.
L’azienda Bekaert ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per 176 lavoratori.
176 famiglie a cui viene tolta la dignità del lavoro.
D’Alema si impegni per l’apertura di un tavolo della vertenza al ministero dello sviluppo economico, in maniera da verificare efficacemente le proposte.
La Sinistra riparta dalla difesa dei lavoratori.

 

Matteo Mannelli

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