domenica, 17 Novembre, 2019

Scrive Mattia Carramusa:
A Palermo, il socialismo riparte dal basso grazie al “Sindacato degli Umbertini”

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Palermo. Mentre molti esperti politologi e voci storiche del partito si interrogano su quel che sarà del Partito Socialista Italiano e sulla naturalità del sostegno socialista al governo detto “giallorosso”, una scuola palermitana vive una esperienza di socialità e socialismo vero.

Il “Sindacato degli umbertini”, del Liceo Classico Statale “Umberto I” del capoluogo siciliano, sta creando un vero e proprio modello socialista ed eco-sostenibile: il “Mercatino del libro usato”, già organizzato dal sindacato degli umbertini negli scorsi, ultimi, anni.

Anche in questo, i giovani palermitani dimostrano ancora una volta ed ancora di più che è vero quel che dice un vecchio adagio popolare: “Tutti nascono socialisti, non tutti muoiono democristiani”.

Questa comunità di studenti, che si dichiara più a sinistra del Partito Democratico (che ormai è percepito come una nuova Democrazia Cristiana) e meno a sinistra rispetto a posizioni del radicalismo marxista, sceglie di vendere i libri scolastici “di seconda mano”, fungendo da intermediario diretto tra consumatori acquirenti e venditori.

Se questo da un lato può causare delle riduzioni d’introito alle case editrici, da un altro lato consente la riduzione degli sprechi di carta e inchiostro permettendo alla comunità (scolastica e, di conseguenza, anche alla comunità delle famiglie degli stessi studenti liceali) anche di recuperare parte dei fondi usati per l’acquisto dei libri (per chi vende), operando in forma impropria il meccanismo di ammortamento come effettuato dalle società, e di risparmiare nell’acquisto, soprattutto per quelle famiglie che, a causa di politiche folli su lavoro e previdenza, versano in una situazione di oggettiva difficoltà economica.

Ci ha spinto ad organizzarlo principalmente il fatto che molti ragazzi hanno le difficoltà (chi più gravi, chi meno) ad acquistare i libri, i cui prezzi sono davvero alti. Vi sono già numerose librerie che vendono l’usato a prezzi scontati del 15-20%, ma che rimangono comunque alti.

In questo modo le famiglie hanno la possibilità di acquistare con lo sconto del 50%, accettando di pagare una piccola aggiunzione che può andare da 50 centesimi ad 1 euro destinati al fondo cassa sociale, fondi che servono poi durante l’anno a finanziare le varie attività che organizziamo per la scuola e nella scuola. Molti privati già vendono a metà prezzo i libri, però spesso bisogna cercare in vari gruppi compravendita, e contattare svariati venditori rischiando a volte di non trovare più il libro e trovarsi all’avvio dell’anno scolastico sprovvisti del principale strumento di studio, mentre in questo modo i venditori e gli acquirenti possono recarsi in un unico luogo, che inoltre si trova direttamente a scuola”, dichiara Manuel Rosato, uno dei venti aderenti al sindacato degli umbertini.

Una visione, quindi, legata al benessere della società e che permette, unitamente alla messa a disposizione solidale dei beni, anche il riciclo dei libri riducendo “l’impatto ambientale” della scuola e dei mezzi per essa utilizzati.

I  giovani sperimentano il socialismo dal basso, come tanto auspicato da Carlo Rosselli, e lo mettono in atto coerentemente coi tempi e con idee (sempreverdi) legate alla loro esperienza.

 

Il compagno Mattia Giuseppe Maria Carramusa

Federazione dei Giovani Socialisti – Palermo

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