martedì, 2 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Scrive Mazzarino:
Milano, tra passato e rivoluzione

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Caro direttore,
appena annunciata la decisione di ricandidarsi – “presa da solo senza dirlo a nessuno”- Beppe Sala, sindaco in carica, in un’intervista al Corriere della Sera, dichiara che, altro che continuità con il passato, “Voglio fare una vera rivoluzione”. Curioso: poiché il passato è pur sempre lui, allora fare la rivoluzione vuol dire rompere con se stesso? Ma no, tranquilli, l’unica novità programmatica che Sala annuncia, quella della città policentrica – “meno mobilità, la città in 15 minuti, a piedi o in bicicletta” – come lui stesso ammette è vecchia, è il fiore all’occhiello dei due assessori, Maran e Granelli, che l’hanno inventata e avviata e, nella versione concreta che Sala ne dà più che di mobilità sembra un programma di immobilità, ciascuno a passeggiare o pedalare nel suo quartiere. Altre non novità? Il no ai 5 Stelle – “meglio che ciascuno si presenti per conto proprio” – e il credo ambientalista: “fortissimo, io mi sento verde” per cui se coi Verdi non si troverà una strada insieme “sarò io a interpretare il pensiero ecologista”. Come si concili questa esuberante vocazione ecologista del sindaco di ieri, di oggi e di domani con i perduranti record di inquinamento a Milano resta un mistero. Non meno misterioso il corto circuito tra “la pandemia che si insegna la fraternità” e la
stupefacente afasia e apatia di fronte alla seconda ondata del virus che ha avuto come epicentro proprio Milano. “Ho deciso di non aggiungere nulla perché mi sono reso conto che esprimevo una prospettiva che funzionava anche per la patologia mondiale”. Provo a tradurre dalla lingua di Sala: avevo trovato il talismano, funzionava a livello mondiale e perciò ho taciuto. Mah! Il pezzo forte dell’intervista di Sala e la vera dirompente non-novità è quella che fornisce il titolo: “Farò una lista per Sala sindaco, una lista di giovani, uomini e donne (ma dai!) guidata da un candidato e da una candidata” (addirittura!). Con  questi giovani ecco la promessa solenne, “creerò una classe dirigente e il candidato a prendere il mio testimone… un gruppo di persone che si giocherà le carte per essere il delfino o la delfina”. In sintesi: Sala, in barba al civismo, dall’alto detterà una lista di giovani, con loro creerà una classe dirigente e chi tra loro giocherà meglio le sue carte sarà il suo erede. A questo punto uno si aspetterebbe che i due vice direttori del Corriere che lo stanno intervistando e forse interpretando gli chiedano alcuni chiarimenti così, tanto per dovere professionale. Per esempio:  scusi sindaco ma lei a Palazzo Marino vuol fare una
vera rivoluzione o instaurare la monarchia che non c’è mai stata? Lei davvero crede di poter creare classi dirigenti dal nulla così, con un fiat? Non avverte nel suo dire un retro gusto di tardo berlusconismo e di grillismo postumo? E poi, scusi ancora, ma la traboccante fraternità di cui parla non le ispira nemmeno una parola, nemmeno uno sguardo alle code chilometriche di milanesi in cerca di un po’ di pane e di companatico? Come mai nemmeno ora, dopo dieci mesi di pandemia, lei non fa nulla per alleviare le sofferenze e i timori della comunità che amministra? E per venire alla politica politicante come mai non spende una parola per il partito, il PD, che è il suo grande elettore e per gli altri componenti del centro sinistra? E’ così sicuro di avere la vittoria in tasca a prescindere? Guardi che l’altra volta ha vinto per soli 5000 voti di scarto. Ma forse è troppo pretendere, come non è più tempo di sindaci alla Caldara e alla Tognoli che accolsero e rifocillarono i reduci di guerra o che distribuivano il risotto ai poveri in Piazza del Duomo, così non è più neanche il tempo in cui i giornalisti fanno domande scomode a un potente accomodandosi davanti alla sua scrivania che pennellano come “quadrata e sgombra” allo scopo di assicurarci definitivamente del carattere e del culo di chi vi ci si siede. Augurandomi che almeno l’Avanti! conservi e consenta una traccia dell’antica irriverenza vi saluto
devotamente vostro,

 

Mazzarino

 

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1 commento

  1. Mauro Del Bue
    Mauro Del Bue on

    Caro Mazzarino, i vostri appunti al sindaco Sala sono inesatti, la prosa astiosa, il vostro stile acido, ma se Macron difende la blasfemia come potremmo noi censurare l’insolenza?

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