martedì, 19 Marzo, 2019

Scrive Nadia Borghi:
Del Rio se ne frega degli emiliani

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Il 15 settembre 2007 Delrio ha detto che “se i lavandai si mettono a gestire  la raccolta rifiuti, finirà che i meccanici si occuperanno della gestione degli ospedali”.

Questa sua caduta di stile, rivolta alla mia persona(presidente di un autorevole comitato) che, sostenuta da più di 8000 sottoscrizioni di cittadini, regolarmente raccolte e depositate, chiedeva un referendum riguardo all’inadeguata imposizione di un porta a porta tra l’altro mal organizzato e ancor meno rispettato dagli stessi cittadini; ricordo che nonostante il suo manifestato nervosismo per il timore di dover cedere alla volontà dei  reggiani riuscì comunque a negare il diritto di espressione agli elettori  usando un cavillo senza senso.

Ora apprendiamo del suo menefreghismo nei confronti degli italiani tutti, travolti dalle tasse in modo tale da non potersi nemmeno più permettere il lusso di rifornire il frigorifero di casa; che non gliene freghi nulla degli italiani (per non usare il termine scurrile uscito dalla sua bocca mentre interloquiva con Chiamparino) è risaputo e ci meraviglia che continui ad occupare un ruolonazionale ben lontano dalle sue competenze.

Da un lato ci sentiamo riscattati nel notare che il tempo ci sta dando ragione(come d’altronde all’epoca, tutta la stampa locale si era schierata dalla nostra parte) ma non neghiamo l’amaro in bocca che inevitabilmente aumenta perché siamo consapevoli che il Paese Italia è gestito da simili figure.

Non gliene frega nulla a Delrio se non vengono erogati finanziamenti alle Regioni perché lui gode di un lauto stipendio sicuro che puntualmente gli italiani versano per lui e per i suoi scagnozzi che si è portato a Roma, non gliene frega niente se Bonaretti e suo cugino Magnani  preferiscono andare a divertirsi allo stadio anziché eseguire i compiti per i quali sono profumatamente pagati, e non gliene frega niente neppure se i reggiani stanno capendo di aver votato a suo tempo una persona sbagliata(lui) perché è arcinoto che lui ha già ottenuto quello che voleva, ci ha venduti, rovinati e ridotti al lastrico solo per pensare a se stesso e ci è pure riuscito.

Fin quando saremo governati da queste persone non usciremo da questa situazione che mai avremmo immaginato nei tempi passati, soprattutto facendo riferimento alla nostra Reggio Emilia, fino a pochi anni fa fiore all’occhiello per l’Italia intera.

Nadia Borghi
Presidente Comitato Reggio Emilia cittadini Santa Croce

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