martedì, 29 Settembre, 2020

Scrive Nicola Zoller:
Quando l’indignazione permanente è segno di bassezza morale

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Di passaggio a Pesaro, apprendo bevendo un caffè che c’e’ stata una contestazione alla inaugurazione del giardino dedicato a Craxi dalla locale giunta di centrosinistra. Figlio e madre si scambiano questo dialogo: “Hanno fatto la celebrazione per quel ladro, sono venuti in 400 a contestarli”. Replica complice: “Di questo passo potrebbero dare un riconoscimento anche a Hitler”. Parole testuali.

 

I citati “400” – secondo la cronaca – erano una rappresentanza degli indignati permanenti che si qualificavano con il grido: “Onesta’, onesta’”. Possibile? Ma nessuna sorpresa. L’aveva già scritto uno sconsolato Giuliano Zincone sul Corriere della Sera nel 1995, riferendo di un sondaggio tra gli studenti universitari sul personaggio più lurido della storia umana. Esito: ai primi posti Andreotti e Craxi, “solo al terzo posto dei mascalzoni ecco Hitler”. E’ questa l’Italia che ci meritiamo? Possibile che la cattiveria, i giudizi squilibrati e il sonno della ragione abbiano portato a questi esiti?

 

Nicola Zoller

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