sabato, 7 Dicembre, 2019

Scrive Paolo Cristoni:
Le sardine

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Direttore,
le sardine, come ipotizzato sono arrivate in piazza grande a modena nonostante una pioggia fredda e battente.Un assembramento multiforme, divertito, disciplinato con in testa civismo educazione e sano agonismo rivendicativo.
Questa giovane gente col social ha dimostrato che il pachiderma sociale in preda a nuove paure guardava disilluso e fermo il passaggio dal vecchio regime istituzionale a quello nuovo. si poteva svegliare.
Non hanno dimenticato i principi costituzionali-il canto di bella ciao – ne dimenticano la discussione politica a partire dalle differenze-modena non si lega-senza odi,ma chiarezza e senza sconti. Molti giovani-ragazzi-studenti lavoratori,ma anche nonni,mamme professori non organizzatori.
E le donne sono maggioranza attiva,dirigente e trascinatore. La giovane che ha aperto la serata sulla fatidica ‘pietra rengadora’ Samar Zaovi non è italiana ma qua
nessuno se ne accorge perché tutti sono Sardine .

Peppi c’è la vera novità politica.Urlano”vogliamo una campagna elettorale nuova. Bene la esaltazione di ciò che è stato realizzato,ma vogliamo discutere e partecipare al programma da realizzare. Vogliamo partecipare e decidere insieme.

Ancora: qui c è un collettivo, non ci sono capi ma obiettivi.”
È il punto di riflessione, Non nuovo,ma da considerare perché la selezione del personale politico istituzionale passa da qui.

Le sardine sono un bel boccone per la balena,ma si riproducono a milioni e per diventare il plancton della nuova società vanno difese e preservare,senza esaltazione.
Così come una violenta e salutare tempesta marina porta sull’arenile lo sporco del fondo del mare il movimento deve avere spazio e deve essere accompagnato.Qualche decennio or sono “il vaffa” ha creato sommovimenti,buttato nell’agone politico e avuto un seguito determinante nelle istituzioni che si va frenando nel senso comune e nella attenzione del popolo.
Una giovane studentessa affiancata dalla mamma mi ha regalato un cartoncino col suo disegno scolastico della sardina.

Lo conservo nella speranza che l’urlo liberatorio anche dei miei nipoti partecipanti sia portato e protetto dalla maestosità della ghirlandina nella storia e non termini sugli scogli dei primi contrasti interni.

Paolo Cristoni

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