lunedì, 17 Giugno, 2019

Scrive Paolo Farinati:
Il futuro è dei giovani

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L’ultimo fine settimana, il primo di aprile, è stato ricco, come spesso succede, di avvenimenti e notizie. Talvolta prevalgono quelle positive, altre volte quelle negative. Quest’ultimo week – end è stato variabile, ma con un finale pieno di speranza. E’ iniziato, in verità, un po’ maluccio, con i dati ufficiali resi noti dall’ISTAT sull’andamento dell’economia italiana e del reddito delle nostre famiglie. Quest’ultimo continua a calare: nell’ultimo trimestre del 2018 è sceso dello 0,5% rispetto al terzo trimestre. A parità di consumi è calata la propensione al risparmio, da sempre una forza degli italiani, di uno 0,6%. La pressione fiscale è stata pari a ben il 48,8%, in aumento dello 0,2% rispetto al 4° trimestre del 2017. L’ISTAT prevede un PIL nazionale nel 2019 in stallo con un + 0,2% e nel 2020 con un + 0,5%. Stante l’espansione della spesa pubblica, il rapporto del disavanzo pubblico sul PIL passerà dal 2,2% del 2018 al 2,5% del corrente 2019. La stima degli occupati rispetto ad inizio 2018 è di un -0,1% pari a meno 14 mila unità. Dato, anche questo, che certamente non fa diminuire la nostra preoccupazione.

Peraltro, lo scorso fine settimana ci ha mostrato due volti della nostra Italia assolutamente virtuosi e campioni assoluti a livello internazionale. E ritenuti tali da tutto il mondo. Il riferimento è al Vinitaly, la cui più grande edizione di sempre, la 53°, si è aperta domenica e si chiuderà il prossimo 10 aprile. Ben 4.600 aziende espositrici, di 35 Nazioni, su oltre 100 mila metri quadrati di aree espositive. Un settore, quello del vino e dei distillati, che conta in Italia 310 mila aziende, 14 miliardi di Euro di fatturato complessivo nel 2018, 55 milioni di ettolitri di vino prodotti in Italia sempre nel 2018, più 29% rispetto al 2017 e pari a circa il 20% dei 282 milioni di ettolitri prodotti nel mondo, contro i 46,4 milioni dei cugini francesi. Il valore del vino italiano esportato ad ogni latitudine della Terra nel 2018 è pari a 6,15 miliardi di Euro, con maggiori clienti gli USA, la Germania e il Regno Unito. Come si suole dire un autentico fiore all’occhiello per la nostra economia e per la riconosciuta qualità italiana.

A pari livello è stata annunciata con orgoglio l’apertura del 58° Salone Internazionale del Mobile e del Design, che dal 9 al 14 aprile sarà ospitato alla Fiera di Milano a Rho. Nell’anno delle celebrazioni di Leonardo il Salone arricchisce il suo Manifesto con la parola “ingegno”, facendone il tema di fondo di questa edizione. Qui il talento, la fantasia, la creatività, la manualità e l’arte italiana tocca i vertici mondiali più alti. Il Salone del Mobile e del Design rappresenta da anni una forma e una identità del capitalismo tutte originali. Qui l’innovazione è costante, sia nel design che nei materiali. Sono 18.600 le imprese italiane operanti nel settore del mobile, con 130 mila addetti e ben 23 miliardi di fatturato complessivo. Nel 2018 l’avanzo commerciale tra export e import è stato di 7 miliardi e 640 milioni di Euro. I maggiori clienti sono ancora gli USA, seguiti da Cina, Francia e Canada. Un altro fiore primaverile all’occhiello dell’economia italiana, che a Milano in questi giorni offrirà anche un “ fuori-salone ” ricchissimo: a Brera, Bovisa, Tortona e Isola Svie, con l’apertura di palazzi storici e strutture riqualificate. Anche questa è l’Italia che ha nel piacere della bellezza e dell’eleganza un riconosciuto primato competitivo ancora oggi inarrivabile.

Come non chiudere il week – end con lo sport. E qui le immagini e le notizie più emozionanti ci giungono verso il tardo pomeriggio di domenica dall’amatissimo ciclismo. Siamo tra quelle tremende, ciclisticamente parlando, ma pure affascinanti colline delle Fiandre. Due giovani valorosi atleti ci regalano lacrime di vittoria. L’uno è Alberto Bettiol, di 25 anni, che fa sua una delle classiche del Nord dopo ben 267 chilometri sudatissimi e pregni di durissima battaglia sportiva. Sulla penultima asperità la sua freschezza sorprende, i favoriti della vigilia non hanno più energie, per Alberto gli ultimi interminabili chilometri sono una cronometro e un trionfo. Ecco il traguardo, le sue braccia si alzano al cielo, è una grandissima vittoria. L’altra protagonista è Marta Bastianelli, 31 anni e già campionessa europea, le cui pedalate non conoscono paura, ma solo coraggio e determinazione, fino allo sprint finale con cui brucia letteralmente gli ultimi metri di gara. Le braccia in alto anche per lei, grandissima Marta, una gioia immensa che le apre un irresistibile sorriso. Le loro sono gesta eroiche, che ridanno gloria anche all’enorme senso di sacrificio del popolo italiano. Un’immagine, quella di Alberto e Marta insieme sul podio, che ci fa per poco dimenticare ogni preoccupazione e apre in noi il fiore della fiducia e della speranza. Lo sport è anche questo, gioia di un popolo intero e scuola di vita per tutti noi.

In sintesi, un fine settimana che mi ha regalato molto, mi ha fatto riflettere altrettanto a lungo, mi ha convinto che la nostra amata Italia può farcela.
ISTAT, Vinitaly, Salone del Mobile e del Design , Giro delle Fiandre: cosa hanno in comune ? Per pochi giorni molto, moltissimi sentimenti che devono scuotere da un apparente torpore tutti noi italiani. Soprattutto i nostri bravi giovani, il futuro, peraltro, è loro.

Paolo Farinati
Rovereto

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