giovedì, 28 Maggio, 2020

Scrive Rino Capezzuoli:
Il Coronavirus ed il Sud

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Per quel poco di storia che conosco del nostro sud mi sembra di poter dire che si potrebbe ripetere anche oggi come tante volte è accaduto in passato lo stesso dramma esempio: il fenomeno del brigantaggio dopo la spedizione dei mille, la mancata riforma agraria,i fatti di Portella della Ginestra, ecc…
Sto leggendo un bellissimo libro sulla storia dei contadini d’Italia ed in Toscana nell’0ttocento (“un volgo disperso” del prof.a.Prosperi ed.Enaudi ) su quanto lasciato di testimonianze dai dottori e dai preti e dai padroni di quell’epoca poiché i contadini non sapevano nè scrivere né leggere erano analfabeti e quindi non esistevano se non come forza lavoro o carne da cannone. Il nostro sud sfruttato in tutto dalle parti più ricche del paese e lasciato nella sua ignoranza e miseria soprattutto materiale che si scopre soprattutto nelle emergenze, ha diritto ad una sanità come tutte le altre parti del paese e questo virus deve essere l’occasione per fargli fare quel salto di qualità di cui necessità. in tutti settori della vita pubblica :dai servizi . all’economia, e soprattutto alla cultura complessiva.

IL sud ha bisogno di cultura sociale , più che di economia. Attenzione perchè io non dico che il sud non abbia cultura anzi ne ha quanta e più del nord e forse più positiva perchè autodidatta e dovuta alle necessità ma è una cultura che vive sulla logica dell’esclusione sociale ed economica ed è qui che si deve concentrare lo sforzo di recupero: cioè verso gli esclusi ed i riottosi che ci saranno sempre.

Dalle notizie dei media di questi giorni scopriamo che mancano duecentomila lavoratori in agricoltura . Questo è il momento di inserirli in modo positivo e di non lasciarli in mano ai caporali ed alla malavita dando condizioni di lavoro più umane e costrigendo le aziende per necessità a farli lavorare con tutti criteri di legalità non solo sanitaria, cioè facendo emergere con la pandemia anche il lavoro nero e con gli aiuti necessari per la ripartenza svoltare anche socialmente. le nostre istituzioni sembrano avvviate su questa strada in modo più o meno convinto anche le regioni e le associazioni di categoria, chi resta ancorato al passato dovrà essere emarginato e non influire più sulle scelte future poichè dimostra di non voler capire la lezione.
Solo così il nostro sud potrà far espodere le sue potenzialità a favore di tutta la nazione.

Visto che siamo ancora in piena pandemia le cronache scoprono oggi i drammi delle Rsa e dei rcoveri per anziani , cosa che tutti conoscevano ma a cui nessuno voleva porre rimedio per cui gli anziani venivano lasciati a soffrire in ambienti non adatti poco assistiti e dimenticati da tutti.
IL virus a fatto emergere anche questo dramma e forse si comincia nostro malgrado a prenderne coscienza ed ora si deve intervenire anche per salvare la nostra salute.

Altro problema che mi dispiace dover affrontare come cittadino e come tifoso è quello della vergogna del nostro calcio di serie A in primis ma poi a cascata anche di tutto il settore. Un settore,il calcio importante per tanti italiani ma come si fa a dire che potrebbe essere un settore che va aiutato quando le società spendono e spandono in modo vergognoso per pagare giocatori, ecc.. e magari poi non pagano le tasse per le operazioni commerciali che compiono. Questo è un settore da ridimensionare economicamente e forse anche socialmente, sicuramente da non aiutare anzi, direi da punire!!

Rino Capezzuoli

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