sabato, 8 Agosto, 2020

Scrive Rino Capezzuoli:
La rivalutazione di Craxi

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Io non sono mai stato un craxiano e mi sono considerato sempre contrario alla politica craxiana ma non ho mai smesso di considerarmi socialista neppure quando arrivavi al lavoro la mattina ed i compagni ti salutavano dicendoti : “quanto ai rubato stanotte?” ed io non rispondevo o li mandavo a quel paese. quelli stessi compagni che mi hanno voluto bene e me ne vogliono ancora, gli stessi che oggi rivalutano Craxi dicendo: “Ce ne fossero oggi leader come lui.”

Questi pensieri mi portano a fare delle riflessioni sulla politica , sul PSI e sull’Italia di oggi e di ieri. Siamo un paese delle mezze verità forse a cominciare dal risorgimento ma venendo a fatti più vicini a noi basti ricordare che ancora non sono uscite tutte le verità sulle stragi da piazza Fontana in poi , sul terrorismo nero e rosso , sul compromesso storico ,sugli intrecci stato mafie, sulla caduta del muro di Berlino su tangentopoli. Quindi abbiamo una serie di problemi irrisolti a distanza di tantissimi anni che neppure la storia è riuscita a dissipare nella coscienza collettiva del popolo Italiano. La vicenda di Craxi è una di queste. quale è il mio giudizio su Craxi oggi come allora nel 1994 lo stesso.in epoche assai diverse.

Dicevo allora e ripeto oggi che nella politica di Craxi trovò i germi e la sua base il berlusconismo certo in situazioni che non furono uguali tutt’altro e con altri problemi da affrontare di cui qualcuno non secondario è ancora attuale :esempio il finanziamento pubblico dei partiti; la risposta alla globalizzazione,la questione meridionale, un piano industriale ,ambientale per il paese, l’approvvigionamento energetico. tutti problemi ancora aperti nonostante siano trascorsi 30 anni. Perchè non ricordare che chi proponeva queste tematiche fu messo in minoranza ed a tacere ed isolato in Italia e nel mondo,mentre invece prese forza il berlusconismo ed il qualunquismo politico travolgendo quel poco che il PSI e la sinistra stavano cercando di costruire. C’è un altro problema irrisolto quello dei rapporti tra politica e giustizia che disperde ancora troppe energie delle nostre istituzioni. Craxi aveva capito il problema e lo voleva risolvere politicamente con il discorso alla camera che non fu ascoltato né a destra né a sinistra e che un Di Pietro oggi sappiamo teleguidato, vedi articolo sull’espresso, lo fece ripetere a Craxi in un’aula di tribunale e lo travolse in nome della giustizia allora corrente e sotto la pressione mediatica. l’Errore del PSI, colpito a morte da tangentopoli fu di non svoltare subito poiché sembrava un ripudio del proprio leader e non poteva essere una cosa indolore ma successe qualcosa di più terribile:mentre a destra Berlusconi offrendo posti e prebende acquisiva parte del PSI a sinistra si cercava di svuotare il PSI ossessionando i militanti con tangentopoli e mandando Craxi a morire in Tunisia Oggi dopo trent’anni si cerca di dare di Craxi una valutazione politica più obbiettiva e si rivaluta grazie alla nostra arte cinematografica una figura di statista Italiano importante, ma non è detto che questa sia la verità su ciò che è avvenuto.

Queste sono solo valutazioni di un socialista convinto. che l’azione del PSI sia ancora necessaria ed attuale.

Rino Capezzuoli

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