sabato, 28 Novembre, 2020

Scrive Rino Capezzuoli:
Napoli, un segnale pericoloso

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Premesso che la violenza non è mai accettabile in nessuna protesta e ricordando a tutti coloro che oggi dicono che la seconda ondata del virus era prevedibile e che il governo non ha fatto nulla in estate mentre agli italiani predicavano che si doveva riaprire tutto altrimenti si sarebbe morti di fame oltre che di virus poiché si voleva uccidere la nostra economia svendendo il nostro paese alla Francia alla Germania alla Cina ecc. Stanotte si è avuto un segnale terribile con i disordini scoppiati a Napoli per l’istituzione del coprifuoco dalle 23 alle 5 con l’ordinanza del presidente della regione De Luca che ha detto ”Sono provvedimenti per contenere il virus ed io non voglio poi vedere da noi i camion militari che portano via le bare” Un discorso chiaro e duro ma che non fa una piega, anche in risposta a quanti in Campania continuavano a fregarsene delle mascherine e delle altre misure di contenimento stabilite dal governo e continuavano a fare movida impunemente.

 

Questi disordini esplosi con motivazioni forse anche reali dicono: per la spinta di ristoratori ed esercenti ,costretti a chiudere alle 23 anche se la Confesercenti si è subito dissociata come associazione ,mentre non si hanno notizie di ciò che hanno fatto altre associazioni di categoria e questa è una cosa molto importante, perché è difficile non pensare a qualcosa di organizzato preventivamente o di maturato nei giorni precedenti .Guardando con occhi esterni di un comune cittadino senza voler essere prevenuto si potrebbe dire che a Napoli si è saldata la forse giusta protesta degli esercenti con la frustrazione della destra che da tempo soffia inutilmente in tutto il paese con notizie vere e soprattutto false pur di muovere contro il governo. Inoltre non ci dobbiamo dimenticare che a Napoli opera una grande associazione criminale la camorra che potrebbe non essere estranea a questa agitazione, tramite legami sconosciuti a noi comuni mortali che nel torbido e nelle difficoltà trova modo sguazzare e di inserirsi. Naturalmente tutte queste sono ipotesi da comprovare. ma vorrei aggiungere un ulteriore tassello , quello culturale. Il covid fa emergere oggi malanni in ogni luogo, fra i più disagiati che vengono allo scoperto acuendo malesseri mai sopiti .La domanda è perché Napoli e non Milano, dove sarebbe stato molto più pericoloso ,forse perché a Napoli si sono saldati più elementi di disagio in un ambiente più favorevole e mi viene in mente la rivolta di Napoli durante la seconda guerra mondiale che portò alla sua liberazione dai nazisti prima dell’arrivo degli eserciti alleati oggi non c’è la guerra per fortuna e la situazione non è la stessa ma il segnale non va sottovalutato perché potrebbe essere premonitore di guai maggiori a cui le forze sconfitte dovunque sarebbero capaci di abbandonarsi.

 

Rino Capezzuoli

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