venerdì, 27 Novembre, 2020

Scrive Rino Capezzuoli:
Un Natale normale o consumistico?

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Come sarà il prossimo natale per noi italiani? La domanda sembra assillare il nostro paese. Preciso subito che non ho mai sottovalutato l’importanza dell’economia anche se mi pongo sempre il problema delle priorità La maggioranza si chiede non se il virus che ci costringe in zona rossa sarà in ritirata ma come faremo se non potremo spendere quei 20 miliardi in acquisti spesso inutili ma necessari alla nostra economia ed ad alcune categorie commerciali non determinanti. Infatti molti acquisti natalizi è stato dimostrato che sono inutili e diseducativi mentre solo una piccola parte vanno a ricoprire necessità non soddisfatte o rimaste indietro durante l’anno. Ancora minore è la percentuale che viene spesa in solidarietà verso chi ha veramente bisogno e che continua a rimanere indietro in tutto. Gli esercizi commerciali , le partite IVA continuano a gridare che muoiono di fame e vogliono sgravi fiscali detassazioni soldi a fondo perso altrimenti licenziano e chiudono le loro attività cioè vogliono un NATALE CONSUMISTICO tradizionale che lasci chi non ha povero e quei pochi che possono a sprecare economia cibo ecc….Un Natale non da cristiani e non spirituale ma consumistico che aumenti le disuguaglianze ed i problemi del mondo. La pandemia sembra non insegnare nulla al nostro popolo che comunque si comporta meglio di tanti altri popoli che non si pongono neppure questi problemi mentre da noi si discute ci si divide su temi che dovrebbero essere ovvii, scontati. Questa è la democrazia. Se non potremo fare i cenoni stappare lo spumante in larghe compagnie od in tribù familiari come sempre ,non è così importante come salvare vite difenderci dal contagio solidarizzare verso coloro che il Natale non lo hanno mai festeggiato e sono molti di più di coloro che appartengono a categorie economiche che si dicono danneggiate dalla mancata festa. A questi esercenti , non tutti uguali, io domando se mentre chiedono di non pagare le tasse per un anno non riuscirebbero a sopravvivere con tre euro l’ora come gli extracomunitari che lavorano nei campi che permettono loro di accumulare profitti dal nostro distorto mercato!

 

Rino Capezzuoli

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