domenica, 12 Luglio, 2020

Scrive Salvatore Sechi:
Come si maltratta il risparmio. Fineco e il fondo Allegro

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Caro Direttore, la crisi epidemica da virus è cominciata nel momento in cui le Borse  hanno raggiunto il  massimo dei rendimenti dell’anno in corso. Poichè non sono un investitore  professionale, di fronte all’inizio di una flessione (rivelatasi oltremodo sensibile), e constatando che le mie perdite (circa 30-35 mila Euro) erano uguali ai guadagni, in  data 12 marzo ho proceduto a rendere liquido il mio investimento. Ne ho informato la Fineco di Bologna che ha, invece, manifestato, la sua contrarietà al disinvestimento.
La regola di questa società, almeno nella prassi dei promotori locali, è di non fare differenza tra un investitore occasionale,transeunte (che cerca di guadagnare qualche soldo per acquistare un’auto o integrare l’importo necessario per avere la proprietà di un alloggio) e un investitore (appunto) professionale,che vive regolarmente dei guadagni provenienti dall’andamento borsistico.
Ma dalle ore 10,10 del 12 marzo fino al 19 e 20 successivi sono rimasto colpito da quanto ogni giorno ho potuto constare, cioè che il capitale investito (sopravvissuto al salasso delle Borse ) si era venuto progressivamente assottigliando, con un perdita di  8.850 Euro.
Ne rimasi impressionato perché non avevo compiuto nessuna operazione di compravendita né alcun prelievo né alcuna spesa.
Procedetti ad informare immediatamente il mio promotore finanziario in Via Rizzoli a Bologna.
La sua risposta riflette un comportamento temo molto diffuso che danneggia i risparmiatori.Penso che l’amministratore delegato di Fineco, dott. Alessandro Foti, farebbe bene a disciplinare queste situazioni in modo da evitare che possano ripetersi.
La Fineco di Bologna di fronte al mio stupore per una perdita così inspiegabile sopravvenuta   mi fece presente un aspetto di cui nessuno mai,proprio mai, in tanti anni di gestione, mi aveva fatto parola: cioè che l’ordine di vendita dei prodotti finanziari ha una propria tempistica a seconda dei titoli detenuti (azioni, fondi di investimento, Etf ecc.).
In altre parole, alcuni vengono venduti immediata mente appena si clicca il tasto sul computer; per altri l’operazione è differita.Detto diversamente, l’esecuzione dell’ordine di vendita può essere effettua ta al terzo o anche al quinto giorno dalla data in cui esso viene impartito. Col risultato di vedere incrementarsi i guadagni o le perdite (nel mio caso queste ultime, essendo le Borse in grande picchiata).
Della tempistica conoscevo solo quella relativa alla non immediatezza (con ritardo di alcuni giorni) con cui sul rendiconto nel computer venivano registrate le operazioni di acquisto di un titolo o di accredito del valore relativo.
E’ la ragione per cui avrei preferito l’acquisto degli Etf che sono trattati come fossero delle azioni, ma purtroppo il mio promotore finanziario ha esercitato sempre ogni possibile resistenza a investire sugli Etf. Il Dott. Foti ritiene fisiologico, o anomalo,cioè arbitrario, questo comportamento?
Per farla breve (sperando di avere dato un’indicazione utile ai nostri lettori), non conoscendo l’esistenza di questa tempistica ( di cui la Fineco locale, ripeto, non mi ha mai fatto parola) ho accumulato, in una manciata di giorni una perdita in più, cioè di altri 8.850 Euro.
Il più lento a essere liquidato è risultato essere il fondo Allegro di Natixis, che mi era stato consiglia to dall’agente bolognese di Fineco.
Per venire a capo di questo secondo mistero vado su Internet e  leggo una comunicazione data con molto rilievo sul sito di Morningstar,cioè una delle più note e credo affidabili società internazionali di analisi dei fondi di investimento.
In data 16 marzo  aveva denunciato una situazione di allarme e invitato i risparmiatori alla vigilanza sui prodotti della società francese Natixis (specifica mente su Allegro).Anche l’anno scorso, per la verità, la stampa sia nazionale sia estera aveva denunciato i seri problemi di questa società e quindi la sua inaffidabilità.
Protestai con Fineco perchè’ il mio promotore,dopo avermi raccomandato l’acquisto, non mi aveva mes so a parte dell’informazione allarmistica di Mornin gstar. E non ha mai risposto alle mie mail in cui chiedevo spiegazioni e consigli sul da farsi con Allegro.
Davvero, Dott. Foti, i suoi collaboratori della sede di Bologna sono tenuti a ignorare gli inviti all’auto difesa e alla vigilanza inviati da Morningstar?
Irritato da questo comportamento che faceva stra me di ogni principio di deontologia finanziaria, e portava discredito alla stessa Fineco,decisi la fine di ogni rapporto fiduciario con essa.
La direzione di Fineco ha passato la mia protesta all’Uficio legale.In data 21 maggio (dopo più di due mesi) mi ha comunicato l’opinione raccolta dal proprio consulente di Bologna.Contiene una novità che desidero comunicare sai nostri lettori: cioè che,in realtà, tutto quanto io ho qui esposto non è anomalo, ma perfettamente regolare!
Mi pare un’ulteriore prova del fatto che gli uffici legali delle aziende finanziarie potrebbero essere tranquillamente chiusi.Infatti, non lavorano per i clienti, ma solo e sempre per il re di Prussia.
In questa vicenda si può parlare di malagestione e di un diritto al risarcimento?  A stabilirlo saranno gli avvocati.
A me interessa fare presente ai risparmiatori di Fineco e i lettori dell’Avanti! la necessità di essere molto attenti, ed esigere un’informazione completa delle operazioni di compravendita dai propri eventuali promotori.E’ fondamentale non accettare il consiglio di leggersi decine e decine di pagine di regolamenti, che sono scritti in micro-caratteri grafici o con un gergo incomprensibile. Spiegazioni e consigli debbono essere dati preventivamente a voce e semmai diventare oggetto di comunicazioni sintetiche scritte.In altre parole, occorre rendere gli agenti delle società finanziarie responsabili dei loro compiti e delle loro azioni.
In secondo luogo, desidero far rilevare che il mondo dei risparmiatori è diventato molto esteso e quindi deve essere compito dei promotori studiare accuratamente la psicologia, spesso fragilissima, dell’investitore. Negli Stati Uniti da decenni è una regola.
Comunque una buona attitudine è di non fidarsi di quelli che nel loro ufficio non hanno una copia di strumenti elementari di lavoro (come il “Sole-24 Ore” o l’inserto sull’economia del “Corriere della Sera”, non dico “The Financial Times”) oppure non rispettano l’orario di ufficio perché sono impegnati in studi aperti in paesi vicini o seguono clienti residenti in altre città o regioni. Di voi si occuperanno distrattamente e il meno possibile.

 

Salvatore Sechi

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