giovedì, 2 Luglio, 2020

Scrive Salvatore Sechi:
Santa Teresa Gallura: un paesaccio che mette le mani in tasca ai turisti?

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Santa Teresa Gallura:un paesaccio che mette le mani in tasca ai turisti?
Ospitiamo di seguito alcuni commenti all’articolo(dell’11 giugno) del nostro collaboratore prof. Salvatore Sechi e la sua replica.

Caro Sechi, continui ad essere fin troppo signorile con Santa Teresa Gallura. Anch’io l’ho attraver sata in questi giorni.Col virus è cambiato il mondo. Invece in questo paese della Gallura non è cambiato nulla.E’ tutto come prima.Siamo quasi a metà giugno e hanno appena cominciato a pulire la spiaggia della Rena Bianca ingombra di cumuli di alghe e di rifiuti.Ma i teresini, si sa, non sono gente sollecita e puntuale.
Nei bar e nei centri commerciali l’unica cosa nuova che si nota dopo 3 mesi di pandemia sono all’ingresso gli aggeggi per sanificare le mani.Li ha regalati il Comune.La mascherina viene indossata per scherzo, con ironia.
Tutto è aumentato in questo paese? E’ verissimo, ma succede così ogni anno. Fare turismo per i teresini significa una cosa sola, cioè potere infilare le mani nelle tasche dei turisti.Vuoi un esempio? Ho guardato il menù del ristorante Thomas. I primi piatti (e mi pare gli stessi antipasti) costano come i secondi, 18-20 Euro!Ma come si fa passare le vacanze in luoghi come questi?
Giuliano

Caro Sechi,
chi ha dovuto tenere chiusi per diversi mesi bar, osterie, negozi, centri di estetica e maschile e femminile ecc., si rifà alzando il ivello dei prezzi.Al ristorante Le Bocche di Bonifacio,dove servono del pescato sempre freschisismo, un antipasto, un’orata e una bottiglia di vino (da 5,50 Euro al supermercato) e un caffè mi sono costati 48 Euro.
Il caffè è quasi ovunque schizzato a 1,20 Euro, la brioche a 1,20-30.Per intenderci, come a Milano e a Torino. E se scendi verso la spiaggia principale e ti fermi a pranzare al Grottino,tre pizze, un piatto di cozze e tre birre ti vengono a costare circa 54 Euro.
Di che cosa ti lamenti se al Bar Sport, un caffè e latte ti viene servito in un minuscolo bicchiere di vetro e con una pasta industriale( cioè riscaldata ) devi mettere sul bancone 2,40 Euro? Non ti viene servito neanche un calicino di acqua.
Ma se a Santa Teresa e a Palau fanno queste cose, la durata del turismo si ridurrà da 10 giorni ad una settimana.Sicuramente tra i sopravvissuti all’ecatombe virale non c’è solidarietà.Ma la domanda principale da farsi è la seguente:in tre mesi di lavoro i galluresi possono guadagnare tanto da poterci vivere un anno intero?
Il sindaco di Santa Teresa che mi dicono socialista dovrebbe insegnare ai suoi concittadini che questa situazione è assurda, Qualcuno ciurla nel manico, guadagna in maniera spropositata.
Marcello

Caro Avanti!,
il luogo di maggiore frequenza turistica della Gallura è situato nella parte settentrionale della Sardegna, e si chiama Santa Teresa Gallura. Diciamo le cose come stanno, è proprio un paesaccio. Viverci è una sofferenza inaudita. Chi ha preso casa ogni anno, all’inizio delle vacanze, deve fare i conti con competenze rare e, quelle poche sono di una esosità incredibile. MI riferisco agli antennisti, agli esperti in telefonia, ai muratori, ai falegnami,agli elettricisti e agli idraulici. Funzionano come della micro-corporazioni, senza alcun rispetto per gli appuntamenti e soprattutto senza alcuna specializzazione elementare.Nessuno emette ricevuta fiscale e se la chiedi ti guardano come se tu fossi un criminale.
L’ evasione dell’obbligo tributario è comune a tutto il paese, e la guardia di finanza fa ben poco per arginare questa forma di illegalità diffusa.Il manto stradale è quasi ovunque allo sfascio. In un paese dove il turismo è a carattere familiare, i passeggini con i piccoli nati hanno più di una difficoltà a tran sitare dalla strada ai marciapiedi.
In situazioni come quelle della pandemia, ma anche in situazioni formali, l scuole per l’infanzia e per i bimbi di età media dovrebbero essere aperte e ospitare, a pagamento, i bambini che al seguito delle famiglie si riversano nel paese.Sarebbe un modo di lenire la disoccupazione e di incrementare il reddito degli insegnanti. Purtroppo il Comune non muove un dito in questa direzione.Altrettanto deve dirsi per la pulizia delle spiagge che avviene un paio di volte la settimana. Per i bambini e per i vecchi i rischi di contatti sono numerosi e continui.
giangiacomo

Caro Avanti!,
è vero la Sardegna è carissima, è un mare riservato a chi ha molti soldi.I poveri non si devono illudere, è un’isola che si può raggiungere a caro prezzo, ma non meno oneroso è poterci vive re anche qualche settimana.
Gli esercenti del turismo spuntano molti soldi, ma l’isola offre assai pochi servizi.A Santa Teresa non esiste un ospedale anche se il flusso dei turisti è di un centinaio di migliaia di persone.I pullman che dal centro del paese viaggiano fino a Capo Testa (un luogo antropomorfiche con spiagge e rocce molto belle) sono molto scarsi. I taxi sono da evitare. Non hanno tassametro e si rischia ogni volta di litigare per le tariffe arbitrarie.
I due mari e le rispettive spiagge che si distendono ai lati di un lungo ponte, sono uno spettacolo indecente, cioè enormi spazi verdi e sabbie occupati da lunghissime file di auto, in libero parcheggio, ma anche brado, mai curato.Eppure potrebbero diventare sede di pizzerie, caffè, pasticcerie ecc.
Nei mesi di luglio e agosto, la sera in paese non si può stare tranquilli. La piazza centrale invece di un asse attrezzato fuori del centro è occupata da canti, pieces teatrali, esposizioni di costumi antichi della Sardegna che impediscono di riposare.La stessa Torre spagnola è stata coinvolta per effon dere musichette.
Il turismo è un’industria seria.Non ci si può svegliare la mattina e farlo.E’ anche una cultura perchè implica conoscenze reciproche, desiderio di scambi, di confronti, culto delle differenze.
Certamente lo si può intendere come un modo per raschiare il portafoglio del visitatore, ma questa è roba da codice penale.


Risposta di Salvatore Sechi

Caro Direttore, non ho nessuna competenza specifica per occuparmi di Santa Teresa Gallura. Ho casa in una sorta di fiordo di fronte alla spiaggia della Rena bianca, dove mi rifugio per molti mesi a scrivere.
Ma non sono teresino nè ho uno smodato interesse per quanto fanno le amministrazioni locali.
Posso dire che non trovo utili nè raccomandabili gran parte delle loro opere.Dalla piazza centrale al parcheggio che ha sostituito in parte il vecchio hotel Esit.Per non parlare delle manifestazioni canore e dei pessimi servizi con le spiagge di Capo Testa o dello stato di degrado della Rena Bianca.
Il turismo presuppone un rapporto con chi arriva in paese che non si esaurisce,come scrivono i lettori, nello svuotare i loro portafogli. I paesaggi marini, gli anfratti antropomorfici, i tramonti evocano sen timenti e memorie di grande spessore che un’amministrazione, se ha un minimo di cultura, dovrebbe saper valorizzare.
Ignoro se i lettori sono sardi, o addirittura teresini. Faccio solo presente che i loro rilievi critici non sono sempre infondati.Ma la mala amministrazione non è un requisito di Santa Teresa, come non lo è la (spudorata) evasione fiscale, l’aumento cervellotico dei prezzi,l’assenza di servizi degni di questo nome come l’anda e rianda delle innovazioni e delle riforme non fatte.
Per un lungo periodo di tempo si è contrapposta la bontà della società civile alla miseria e alla per niciosità della società politica. ù
Si tratta di una contrapposizione inconsistente. Gli amministratori di Santa Teresa, come di Bologna (dove vivo), sono esattamente la fotografia di chi li ha eletti, cioè della cd società civile.Inutile inven tarsi caccia alle streghe e un sangue diverso.
Trovo anch’io repulsivo e sciagurato che gli spazi intorno ai due mari a Capo Testa invece di essere destinati a bar, trattorie, docce, giardini e spazi verdi siano dei contenitori,quasi un cimitero, di auto di ogni genere.Ugualmente è segno di grande degrado che il paese non abbia un’assistenza ospeda liera diversa da quella turistica. Per non parlare della miseria della biblioteca comunale, che un sindaco irresponsabile ha munito di due ascensori per accedervi.
E se i taxi per i servizi in paese non emettono ricevute o non esibiscono le tariffe è semplicemente un abuso coperto dal Comune e dalle guardie municipali che non sanzionano questi (ed altri reati come lo sfrenato consumo del territorio, cioè l’abusivismo edilizio).
Anche qui, eviterei di personalizzare o circoscrivere le responsabalità a Santa Teresa. In ogni piccola comunità esiste un cerchio stretto che unisce sindaco, assessori, guardie di finanza, carabinieri, imprese edilizie e centri commerciali, balneazione privata e qualche corrispondente locale della stampa, Se non ne fai parte, sei un servo della gleba,un mero suddito.Puoi solo gridare, ma nessuno ti ascolta-
Posso citare un esempio, caro direttore. Negli anni scorsi ho informato,ogni mattina, sindaco, guar ecc. die municipali,tribunale di Tempio Pausania, Arma dei carabinieri ecc. che la parte della spiaggia a gestione comunale della Rena Bianca veniva pulita solo 3-4 volte la settimana e che quella riservata a gestione privata mai, proprio mai. Si trattava di un attentato alle condizioni sanita rie soprattutto delle persone più deboli, cioè i vecchi e di bambini.
Ebbene, nessuno ha mai mosso un dito o ha fatto finta di sentire.Il potere quando si chiude a riccio ha queste manifestazioni di sfrontatezza.
Ovviamente, ne ho preso atto perchè eletti ed elettori, società civile società politica cioè,erano d’ac cordo nel considerare legittimo che la sabbia fosse un covo virale per i cittadini più fragili e indifesi. Contenti loro…
I prezzi sono aumentati a Sante Teresa, come ovunque per la verità.Sarà il mercato a decidere se questa misura di addossare i costi della ripresa post-virale ai turisti sia la soluzione più equa ed effi cace.Chi dovesse chiudere bottega, cioè portare i libri in tribunale (e quindi fallire) o smantellare ristoranti e caffetterie, sa in anticipo se il gioco dell’aumento dei prezzi dei consumi vale la candela.

 

Prof. Salvatore Sechi
Ordinario di Storia Contemporanea

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