sabato, 28 Novembre, 2020

Scrive Licia Guidi:
Scuola, concorso non è la soluzione della supplentite

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Sono un’insegnante in pensione. In questi ultimi giorni ho assistito agli attacchi ai precari della scuola che la ministra Azzolina definisce “non storici”, e mi stupisco che le reazioni degli altri ministri di governo siano praticamente inesistenti. Questi ragazzi, padri, madri di ogni età stanno sostenendo la scuola pubblica da anni, stanno tappando i buchi causati da una politica miope e sorda ai problemi della scuola: è dal 2014 che non è più possibile abilitarsi. Il governo ha approvato una tipologia di concorso che li porterà al macello: ancora oggi a 5gg dalla prova non è chiara la tipologia delle domande che saranno a loro poste a fronte di un programma mastodontico e confuso. Senza considerare che anche fra loro ci sarà una disparità di trattamento: chi svolgerà la prova il 22 ottobre non sarà nelle stesse condizioni di chi l’affronterà il 16 novembre, in quanto il 16 /11 sarà almeno chiara la tipologia di domande a cui si dovrà rispondere.

 

State dimenticando che questi docenti sono tutti laureati e lavorano nella scuola da almeno 3 anni, questo è il loro quarto anno; hanno svolto tutti i compiti degli insegnanti di ruolo e di certo non con meno impegno e passione; hanno affrontato un anno carico di problemi e costruito la DAD senza alcun aiuto dal Ministero; non hanno avuto diritto di accedere al Bonus dei 500 euro nonostante i problemi venutisi a creare durante lockdown. La ministra mette in dubbio la loro preparazione: questa è una grave critica alla nostra università ma mi risulta che i nostri studenti all’estero, nonostante tutte le varie indagini OCSE-PISA, facciano un gran bella figura e i nostri ricercatori, sottolineo sempre all’estero, siano molto apprezzati. In Italia formiamo le menti e poi ce le facciamo rubare da chi ci denigra con discutibili indagini e sondaggi. In quanto ai concorsi riservati ai precari, negli anni ne sono stati fatti molti ma mai con l’intenzione di affossare il docente: ricordate i corsi abilitanti;il concorso riservaro del 1992 dove era chiaramente richiesta l’impostazione di una lezione; il concorso del 2018 dove bastava una prova orale. Perché i medici con 3 anni di servizio sono stati assunti senza concorso e per i docenti questo non è possibile? La Costituzione italiana fa forse differenza fra medici e docenti? I cittadini non sono quindi tutti uguali? Perché in Europa i docenti con 3 anni di servizio vengono stabilizzati? I nostri docenti non sono cittadini europei? Ora siamo in piena pandemia e la Ministra insiste per far svolgere il concorso straordinario, secondo lei in sicurezza, dimenticando che: i docenti devono viaggiare su mezzi sovraffollati; molti di loro potrebbero già essere contagiati a scuola e contagiare gli altri, non nascondiamo che sono molte le classi in quarantena specialmente in alcune regioni; il concorso è stato rinviato questa estate quando la situazione era certamente molto meno critica; il concorso non porterà ad una soluzione della supplentite nel corso dell’anno scolastico; un numero considerevole di docenti non potrà partecipare perché in quarantena etc.

 

Credo che sia giunta l’ora di far prevalere il buon senso e non perseverare in decisioni puntigliose che pretendono di non considerare la situazione oggettiva .

 

 

E la risposta non può essere quella della sottosegrataria Sgambato ” i concorsi dell’Arma si stanno svolgendo non vedo perché non quello dei precari”. Forse è il caso di bloccare anche quelli perché forse non ha compreso che il pericolo è negli spostamenti e i precari “devono” usare i mezzi pubblici perché non possiedono auto ed aerei privati a disposizione.

 

E la soluzione non può essere nemmeno una prova supplettiva che creerebbe disparità di trattamento fra chi la farà e cgi la fa ora
grazie per l’attenzione.

 

Licia Guidi

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