sabato, 4 Luglio, 2020

SCUOLA, A FIANCO DEI PRECARI

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La scuola volge al termine con un occhio di preoccupazione verso gli imminenti esami. Sia per i maturandi che per gli studenti della terza media, che si troveranno ad affrontare le prove in maniera inedita. Ancora non sono ancora ben chiare le modalità. Ma la preoccupazione è anche per l’inizio del prossimo anno. La ministra Azzolina mette le mani avanti: “A settembre riporteremo studenti e studentesse tra i banchi. Lo faremo anche seguendo le indicazioni del documento del Comitato tecnico-scientifico del Ministero della Salute che individua regole di buon senso e chiare fra cui: Distanza interpersonale di un metro; Mascherina per tutti i maggiori di 6 anni di età; Scaglionamento degli ingressi; Nessuna prova delle febbre per entrare a scuola, ma se si hanno 37.5 gradi di temperatura si deve restare a casa; Valorizzazione degli spazi esterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o per programmate attività didattiche; Prima della riapertura della scuola sarà prevista una pulizia approfondita di tutti gli spazi”.

Giovedì al Senato si è votato il dl scuola. I socialisti si sono espressi negativamente per la insufficienza delle misure a favore dei precari della scuola. “Lo avevamo detto e abbiamo  confermato una scelta coerente: i socialisti al Senato, con  Riccardo Nencini, hanno votato ‘no’ al dl scuola. Nonostante il  voto in aula, noi non ci fermiamo. La stabilizzazione dei docenti  precari è un tema cui le forze di maggioranza non hanno dato il

 giusto peso. Ci batteremo al fianco dei precari della scuola e lo  faremo convintamente”, ha detto il segretario del Psi Enzo Maraio.
“Il PSI – si legge in una nota di Enzo Maraio, segretario nazionale del partito e di Luca Fantò,  Referente PSI scuola, università e ricerca –  attraverso gli emendamenti presentati grazie all’impegno del senatore Nencini, aveva chiesto la riapertura delle graduatorie di istituto, la revisione dei criteri di formazione delle classi, la presenza di un assistente tecnico in ogni Istituto Comprensivo, la stabilizzazione del personale amministrativo facente funzioni, l’avvio di procedure per assumere gli insegnanti di religione, la partecipazione degli insegnanti di sostegno con tre anni di servizio al concorso straordinario, la sanatoria dei docenti assunti con riserva a tempo indeterminato e poi licenziati dopo aver portato a termine l’anno di prova con successo, un intervento per sanare la posizione degli aspiranti dirigenti scolastici danneggiati dalle irregolarità avvenute durante il concorso, l’assunzione dei docenti precari da graduatorie per titoli e servizio e l’eliminazione della prova a quiz per gli stessi precari”.
“Il Decreto – si legge ancora nella nota – che avrebbe potuto rappresentare un’inversione di tendenza rispetto a quanto fatto da molti governi passati impegnati a creare precariato e incertezza nella scuola pubblica, si è rivelato un passaggio burocratico in continuità col passato. Una parte della maggioranza si è dimostrata impermeabile alle richieste del PSI che, ad eccezione dell’eliminazione dei quiz del concorso straordinario e dell’estensione della carte del docente agli insegnanti precari, sono state rigettate o trasformate in Ordini del Giorno, dichiarazioni d’intenti”.
“Le scuole  a settembre si riapriranno – continuano Maraio e Fantò –  e si riapriranno con un numero abnorme di cattedre scoperte o coperte da  docenti precari, centinaia di migliaia di cattedre scoperte. Le scuole a settembre si riapriranno senza che i loro problemi siano stati risolti. Il PSI ha portato avanti con coerenza la propria battaglia parlamentare e con coerenza, a fronte della rigidità di una maggioranza che non ha saputo cogliere le opportunità offerte dal PSI, ha deciso col proprio senatore Riccardo Nencini di votare contro il Decreto scuola”.
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