domenica, 12 Luglio, 2020

Scuola. Barbagallo: “Sicurezza, risorse e più personale”

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Il decreto scuola verso la conversione in legge dopo il voto positivo dell’aula di ieri. Ma l’approvazione cammina sul filo del rasoio. Ben 172 sono infatti gli iscritti a parlare per la dichiarazione di voto sul provvedimento del governo, in discussione alla Camera. Praticamente tutti i deputati della Lega e molti di Fdi sono presenti nell’elenco degli interventi e ognuno ha a disposizione 10 minuti, che il regolamento prevede per le dichiarazioni di voto in caso di decreto.

 

Tra i punti toccati dal decreto scuola vi sono i giudizi alle elementari al posto dei voti, i poteri commissariali ai sindaci per velocizzare i lavori di edilizia scolastica e gli  esami di Stato e valutazione finale degli alunni, e soprattutto concorso per la stabilizzazione di 32 mila docenti precari senza quiz con crocette ma con quesiti a risposta aperta. Sono alcuni dei punti chiave del dl Scuola. Ma la scuola deve da ora pensare a quanto succederà a settembre e iniziare a porre le basi per creare le condizioni per riaprire le classi in sicurezza. Anche di questo si è parlato in un incontro tra il Governo, Sindacati e le Associazioni della società civile, svoltosi, ieri pomeriggio, in videoconferenza, alla presenza del Premier Giuseppe Conte.

Per la Uil hanno partecipato il Segretario generale, Carmelo Barbagallo, il Segretario generale aggiunto, Pierpaolo Bombardieri, il Segretario generale della Uil scuola, Pino Turi, e la Segretaria organizzativa, Noemi Ranieri. I Sindacati di categoria si sono presentati con un documento condiviso, chiedendo un provvedimento legislativo organico, un Piano finanziato, per poter riaprire le scuole a settembre e garantire le consuete attività scolastiche in assoluta sicurezza per il personale e per gli alunni. “L’obiettivo – ha detto Barbagallo – è quello della ripresa dell’attività didattica in presenza, quanto più possibile diffusa e generalizzata. Ma perché ciò avvenga secondo i necessari criteri di sicurezza, servono risorse e più personale. In questo quadro, si inserisce anche la richiesta di assunzione e di tutele per i precari. Peraltro – ha proseguito il leader della Uil – noi chiediamo che le scuole siano ristrutturate, per assicurare l’incolumità di chi le frequenta e di chi ci lavora e, inoltre, che si investa in tecnologie e digitalizzazione, così da strutturare una didattica più moderna ed efficiente. In sostanza, serve un piano che si accompagni al Protocollo del Comitato Tecnico Scientifico. E, tal proposito – ha concluso Barbagallo – le indicazioni che sono state definite dai Sindacati di categoria rappresentano, certamente, un punto fondamentale per una ripresa dell’attività didattica che dia garanzie e prospettive agli studenti e al personale scolastico”.

Molto critica la Gilda, sindacato degli insegnanti. “L’incontro presieduto dal presidente Conte – ha commentato Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti in riferimento alla riunione di coordinamento che si è svolta ieri con il presidente del Consiglio Conte – è stato una lunga maratona di parole dalla quale, purtroppo, l’istruzione è uscita perdente. In assenza di investimenti cospicui e di una strategia realmente efficace da mettere in campo per la ripresa in sicurezza delle attività didattiche in presenza a settembre, si rafforzano ulteriormente le motivazioni dello sciopero indetto per l’8 giugno”. “Ad ascoltare le parole dei suoi esponenti, sembra che il Governo non si renda conto dei problemi concreti che comporta l’organizzazione e la gestione del ritorno in classe di milioni di alunni e docenti. Non è un caso, infatti, – afferma Di Meglio – che anche Regioni e Comuni abbiano posto l’accento sulle tante criticità legate alla riapertura delle scuole e abbiano lanciato l’allarme su risorse e organici. Si tratta di preoccupazioni gravi che condividiamo in pieno e che esigono risposte urgenti in termini di investimenti dedicati all’incremento del personale e all’edilizia. Ma i poco più di 300 milioni di euro destinati alla scuola dal Decreto Rilancio saranno a stento sufficienti per l’acquisto delle mascherine. E gli altri fondi sbandierati dalla ministra Azzolina non sono attualmente disponibili per essere utilizzati adesso”.

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