sabato, 27 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Scuola in piazza. “Senza fondi non si riparte”

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“Senza fondi non si riparte” è lo slogan che gli insegnanti hanno scandito davanti al ministero dell’Istruzione nella manifestazione indetta in occasione dell’ultimo giorno dell’anno scolastico, saltato per lo sciopero dei sindacati della scuola. Molti indossano oltre alla mascherina un imbuto a mo’ di cappello, citando ironicamente la frase della ministra Azzolina sul fatto che gli studenti non sono imbuti da riempire.

Computer e tablet offline per rivendicare il diritto di studenti, docenti e tutto il personale scolastico di tornare a scuola a settembre in regime di piena sicurezza. Sta andando in scena così lo sciopero generale proclamato dalla Federazione Gilda-Unams e dagli altri maggiori sindacati rappresentativi nell’ultimo giorno di didattica a distanza che in alcune regioni vede i docenti impegnati negli scrutini.
“Sono note a tutti le condizioni di estrema difficoltà che hanno caratterizzato gli ultimi tre mesi di attività scolastica e che stanno segnando anche la conclusione di questo anomalo e faticoso anno – afferma Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti – e non abbiamo di certo assunto a cuor leggero la decisione di astenerci oggi dal servizio. Chiamando tutta la nostra categoria alla mobilitazione, intendiamo lanciare un segnale politico forte per ribadire ancora una volta a gran voce che la ripresa delle lezioni in presenza a settembre non potrà prescindere da condizioni di assoluta sicurezza per le quali occorrono risorse da investire ben superiori rispetto a quelle attualmente disponibili, sia dal punto di vista economico che da quello del personale. Basta considerare che per garantire il distanziamento sociale negli spazi al momento fruibili, serviranno circa 150mila insegnanti in più. In ballo non ci sono soltanto le condizioni di lavoro dei docenti – sottolinea Di Meglio – ma anche il diritto all’istruzione degli studenti sancito dalla Costituzione”.
Tante le manifestazioni che, nel pieno rispetto delle misure di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria, stanno scandendo questa giornata di sciopero in tutta Italia. E numerosi sono anche gli insegnanti che, non essendo in servizio oggi, hanno raccolto l’appello dei sindacati e stanno donando alla Protezione Civile l’importo della giornata di adesione allo sciopero. “Un gesto di solidarietà – conclude Di Meglio – che dimostra il senso di responsabilità e di comunità che anima la nostra categoria professionale”.

I sindacati che si sono dati appuntamento questa mattina chiedono all’unisono che si torni in aula a settembre in piena sicurezza e per questo servono maggiori investimenti. “Non vogliamo classi pollaio” e “più sostanza meno distanza” non sono solo gli altri slogan ma la sintesi delle richieste avanzate oggi dopo quasi tre mesi di didattica a distanza che ha mostrato tante fragilità e “non ha consentito di intervenire in maniera specifica sulle singole difficoltà”.

Tutti i sindacati che si sono riuniti oggi, tra cui Cisl Scuola, Flc-CGIL, Gilda, Snals, UIL scuola, criticano il modello che ha fatto della scuola un’azienda, la troppa burocrazia che negli ultimi anni ha rischiato di indebolire l’aspetto didattico e umano della comunità scolastica. Chi oggi è qui a Viale Trastevere richiede alla politica di tornare a investire nel settore pubblico a beneficio dei servizi essenziali.

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