venerdì, 19 Luglio, 2019

Scuola a rischio. Maraio: “Bussetti rispetti le promesse”

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“Questo Governo sta giocando sul futuro della scuola e degli insegnanti una partita che metterà presto in crisi l’intero sistema dell’istruzione pubblica. Per noi socialisti la scuola è un valore imprescindibile per la formazione degli studenti italiani”.
Esordisce così il segretario del Psi, Enzo Maraio, durante il sit in organizzato in Piazza Montecitorio a difesa dell’istruzione pubblica, tema caro da sempre ai socialisti (come non ricordare il famoso discorso di Piero Calamandrei nel 1950?).
“Bussetti ma cosa combini?” con dei cartelli con su scritta questa frase, i manifestanti del Psi oggi sono scesi in piazza per chiedere al Ministro dell’Istruzione di mantenere gli impegni assunti e di rilanciare quello che è un settore strategico per il futuro dell’Italia. Questo Governo infatti, tra le tante mancanze, sembra aver completamente messo da parte il tema della scuola.
Tra le accuse avanzate dai socialisti: la mancata stabilizzazione dei docenti precari, l’intento di avere venti modelli diversi di istruzione a seconda della volontà di ogni Regione, il bando di concorsi che si rivelano irregolari per i dirigenti scolastici, la mancata assicurazione di continuità didattica.

Sono un centinaio i socialisti, guidati da Enzo Maraio che hanno manifestato insieme a una delegazione di docenti precari “perché, come ha detto il segretario del Psi – Bussetti non ha mantenuto le promesse fatte alla parte migliore di questo Paese, gli insegnanti”. “Dal futuro della scuola e dell’istruzione – ha aggiunto Maraio – passa il futuro del paese. L’autonomia differenziata distrugge il mondo della scuola introducendo modelli diversi di istruzione di regione in regione, con il risultato che si avrebbe un sistema scolastico diverso che non offrirebbe a tutti gli studenti le stesse possibilità di apprendimento”. Maraio ha insistito in particolar modo sui pericoli che autonomia differenziata porta con se. “L’autonomia, oltre a rischiare di dividere il paese, oggi spacca il governo”.

“Bussetti – ha proseguito Maraio – aveva promesso di inserire nel Dl Crescita un emendamento per stabilizzare i docenti precari. Nulla, ad oggi, è stato fatto. E bandisce concorsi per il reclutamento di dirigenti scolastici che poi si rivelano irregolari. Con l’attuale sistema scolastico non si assicura nessuna continuità didattica e nulla è stato fatto sulla proposta di stabilire per i docenti uno stipendio unico europeo che sia in linea con i paesi civili dell’Unione. Noi socialisti – ha detto ancora Maraio – siamo qui per chiedere a Bussetti dove sono finite le promesse non mantenute e al governo di ridare dignità a questa parte fondamentale del Paese”. “La scuola e l’università sono il luogo dove si formano gli uomini e le donne del domani, quindi dal futuro dell’istruzione dipende il futuro dell’Italia. Il Governo non stabilizza i precari e con l’autonomia differenziata – ha concluso Maraio – rischia di minare l’unità dell’istruzione del nostro Paese”.

La manifestazione ha visto la partecipazione delle sigle sindacali della scuola e alcune delegazioni di docenti precari. Se non si correrà subito ai ripari  si preannuncia un settembre drammatico per la scuola pubblica italiana, soprattutto per quanto riguarda le regioni settentrionali dove la vacanza di posti sarà superiore rispetto allo scorso anno. Sull’avvio del nuovo anno scolastico andrà sicuramente a pesare la questione riguardante i prepensionamenti con Quota 100.

I deputati e i senatori socialisti Fausto Longo e  Riccardo Nencini nei giorni scorsi hanno presentato un’interrogazione alla Camera e al Senato per sapere quando il Governo avrà  intenzione di pubblicare il decreto per il bando straordinario per i docenti precari che hanno almeno 36 mesi di servizio. Al momento nessuna risposta.

Fabiana Capocci

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