martedì, 24 Novembre, 2020

Scuola. Tar respinge ricorso. Il concorso si farà

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Alla fine il concorso per assumere nuovi insegnati si farà. Il TAR ha infatti respinto il ricorso presentato al fine di ottenere il rinvio delle prove di esame del concorso straordinario. Il ricorso era stato presentato dal sindacato UIL Scuola.

 

“Domani – è il commento affidato a Facebook del senatore socialista Riccardo Nencini, presidente della Commissione cultura a Palazzo Madama – migliaia di docenti parteciperanno a un concorso straordinario. Il rischio per la loro salute è molto alto. Non si spiega perché non sia stato rimandato, avevamo indicato alternative ma signora Ministro Azzolina ha deciso una strada diversa.
Mi auguro non accadrà niente di grave”.

 

“Nella motivazione – riferisce il Segretario Nazionale UIL Giuseppe D’Aprile il Presidente della 3 sez. Bis del Tar Lazio di Roma ritiene che non sussistono i presupposti atteso che il calendario della prove di esame è stato previsto sulla base di accurate indagini della situazione sanitaria esistente e tenuto conto delle necessarie misure finalizzate a garantire la sicurezza dei partecipanti”. “Vigileremo – conclude il Segretario – che non vi siano conseguenze per la salute dei candidati ma, allo stesso tempo, ricordiamo che le accurate indagini della situazione sanitaria sono riferite a circa 20 giorni fa quando la situazione pandemica non aveva ancora raggiunto l’attuale fase di contagi e la necessità di un nuovo intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri”.

 

Alla vigilia della  decisione la Gilda, sindacato degli insegnanti, era stato molto critico sulla possibilità di svolgere il concorso parlando di “ostinazione della ministra Azzolina”, La Gilda si era appellata al  presidente Conte “affinché almeno vengano approntate prove suppletive per consentire di partecipare anche ai docenti precari in quarantena, da anni in attesa di un’occasione di stabilizzazione”. “Con la curva del contagio in costante salita, far spostare i candidati da una provincia ad un’altra, se non addirittura da una regione a un’altra, è un azzardo che andrebbe evitato”  ha scritto ancora la Gilda.

 

 

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