domenica, 8 Dicembre, 2019

Se fossi Zingaretti

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Se io fossi Zingaretti, all’indomani dell’annuncio della scissione di Matteo Renzi, chiederei udienza al Colle per condividere una banale considerazione. Direi al Capo dello Stato che siccome è stata messa in piedi una maggioranza al termine di una trattativa su un programma e con una squadra di governo, i casi sono due: o Renzi continua a condividere in toto l’accordo raggiunto oppure ha altre idee e bisognerebbe allora che se ne parlasse assieme a Di Maio e Conte. D’altra parte aggiungerei: e perché se ne va visto che è stato lui a spingere all’accordo con Di Maio?

Insomma punterei dritto dritto a una verifica di maggioranza alla fine della quale ci sarebbe o un accordo alla luce del sole – e mi piacerebbe davvero sentire dal senatore di Rignano le idee che ha – oppure l’annuncio che si va a elezioni anticipate in tempi ravvicinati. E con questa legge elettorale.

Io, Zingaretti segretario del Pd, non ho paura delle elezioni. Almeno non dovrei più preoccuparmi di dare candidature a Renzi che se le dovrebbe cercare da solo con la sua Italia Nuova, ammesso che faccia in tempo e raccolga voti a sufficienza per entrare in Parlamento.

Carlo Correr

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