martedì, 27 Ottobre, 2020

Se i morti decidono per noi

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Un governo è la giusta conclusione di un processo elettorale iniziato con il voto di febbraio e, al contempo, la gruccia alla quale affidiamo le nostre speranze, il soggetto deputato ad assumere decisioni per trarre l’Italia dalla crisi terribile nella quale si dibatte. La richiesta di un governo si dilata di pari passo alla moltiplicazione dei segnali delle nostre difficoltà. Economiche, sociali, istituzionali ed infine politiche.

Non c’è giorno che non registri un fatto, un dramma, spesso una tragedia.

Dallo stipendio di alcuni docenti di una scuola grossetana, tirato a sorte per soddisfarne alcuni  mancando le risorse per tutti, ai morti in Civitanova Marche. La politica avrà anche i suoi riti ma, nel caso italiano, la soluzione offerta dal voto non è stata di facile interpretazione. Da qui, soprattutto da qui, i ritardi. Ma, a situazione eccezionale, misure eccezionali, per evitare che siano i morti, i deboli senza una spalla nella quale rifugiarsi, a decidere con il peso di una scelta che non ha rovescio.

E’ quella e basta!

Nel ’92 fu l’omicidio di Falcone, della sua compagna e della sua scorta ad accelerare l’elezione del Capo dello Stato dopo molti tentativi andati a vuoto. Non sia oggi il monito ripetuto di tragedie personali e di un’intera comunità ad aprire le porte per chiudere il cerchio tracciato con l’inizio della campagna elettorale.

Gli italiani sanno di cosa c’è bisogno. Un governo di cambiamento con poche priorità. Tre innanzitutto – favorire la crescita economica per creare lavoro, riformare le istituzioni e la legge elettorale, tagliare costi impropri della spesa pubblica e della politica – l’elezione condivisa di un Capo dello Stato autorevole, europeista, innovatore;  un tempo non breve di tregua politica e istituzionale per rigenerare aspettative in corpi sociali indeboliti.

Insomma, una politica ‘strabica’: un occhio all’oggi, l’altro al futuro. Poi, sceglieranno di nuovo gli italiani chi dovrà governare questo meraviglioso Paese. Una coalizione alla guida, l’altra all’opposizione. La ricerca della normalità, non dell’Eldorado. Altre alchimie – e tra queste metto anche l’inseguimento ulteriore dei grillini – ci porterebbero in alto mare senza salvagente.

I socialisti non pretenderanno alcunché. Faranno la loro parte al servizio di questa Italia.

 

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