domenica, 25 Ottobre, 2020

Se l’Italia diventa un paese per vecchi

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Tonnellate di carta alimentano il dibattito su come usare il Recovery Fund. Ma nessuno dice la verità dalla quale partire, che non richiede tonnellate di carta ma le nostre (ormai popolari tra i colleghi) 1000 righe. L’Italia è un paese di vecchi (tra i più vecchi del mondo): mai si è visto che la vecchiaia sia un motore per lo sviluppo, l’innovazione e la competitività.

 

La vecchiaia, ovvero la prima voragine dove sprofonda l’Italia, è ormai nota all’opinione pubblica (anche se poco discussa). Ma la seconda voragine è meno nota: i giovani sono pochi, troppi emigrano, e in più sono i meno istruiti del mondo sviluppato. La percentuale di laureati è infatti agli ultimissimi posti tra i 36 Paesi dell’OCSE (competiamo con il Messico e ci troviamo al 19 per cento, contro una media del 37).
Perché la verità sui due handicap fatica a emergere? Perché parlarne non procura simpatie tra gli elettori. E soprattutto perché la nostra politica non può rimediare. Infatti, nell’arco di una legislatura, i bambini non diventano adulti e i ragazzi non si laureano.

 

Quello che accade dopo ai politici non interessa. Anzi, il loro orizzonte è quello del prossimo sondaggio o al massimo, per i più lungimiranti, quello delle prossime elezioni locali.

 

Il Dubbio

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