martedì, 25 Giugno, 2019

Se non (ri) conosci Manduria

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“Gnoti sauton!” ovvero “Conosci te stesso e non desiderare l’assurdo, l’impossibile!”.
Si legge ed è ancora scritto, a caratteri cubitali, sul frontone del tempio di Apollo, a Delfi.
L’espressione non è solo una massima sapienziale rivolta agli uomini della Grecia antica, ma un motto rivolto a tutti, in special misura all’uomo postatomico che, in preda a un duro delirio d’onnipotenza, ne ha, di certo, dimenticato il senso e il significato autentici: “Conosci te stesso riconoscendoti, però, umano e finito”.
La saggezza raccolta in questa raccomandazione senza tempo, messa a tacere dall’imborghesimento dei tempi odierni, ha determinato non solo la perdita di una coscienza etico-morale, ma pure la perdita di quel sano senso del limite rappresentato dalla interiorizzazione di regole educative (familiari e scolastiche) utili affinché possa sussistere qualsiasi forma di convivenza civile.
E dunque, con l’infrangere quelle norme, col volerne fare a meno, nulla è possibile.
L’uccisione, a Manduria, in Puglia, d’un pensionato nostalgico e buono di cuore, da parte di un branco di ragazzi insensibili, ha dimostrato quanto il branco, come ogni branco, desiderando l’assurdo e l’impossibile, non conosceva se stesso. Non conoscendo se stesso, non poteva essere in grado di riconoscere, nel pensionato, il volto d’un essere umano.
“Conosci te stesso”, dice il detto, “e non desiderare l’impossibile, l’assurdo!”. Un vero e proprio anacronismo se calato nella nostra società dove tutto ciò che è possibile pensare, come anche uccidere o infliggere dolore, è possibile realizzare.
Si tratta di un processo molto simile a quello del genio artistico: colui che, disinibito, osa, sconvolge regole, fa saltare precetti e schemi, dando vita alla sua opera per stupirci. Sì, perché è questa l’impressione che ho avuta apprendendo la notizia dell’uccisione del pensionato: come se uccidere, per quei giovani, fosse stato o fosse stato fatto passare per un gesto, per un atto artistico, per un momento di creatività trasgressiva votata, però, al male.

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