mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Se tornassimo a due anni fa

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Avremmo potuto fare qualcosa di diverso due anni fa? Io credo di si. Potremmo ora fare qualcosa di diverso rispetto al cosiddetto patto federativo col Pd? Io penso di no. Partiamo dal primo quesito. Quando un anno e mezzo orsono si svolsero le primarie di Italia bene comune, costituita da Pd, Sel e Psi, noi scegliemmo di appoggiare Bersani. Con la logica del senno del poi dobbiamo riconoscere che è stato un errore. Non perché avremmo dovuto appoggiare Renzi, peraltro allora sconfitto, ma perché dovevamo presentare un nostro candidato. Dico questo perché delle due l’una. O nell’accordo con Bersani c’era la promessa, non mantenuta, di presentare i tre simboli, senza cercarne un quarto, alle politiche, oppure abbiamo dato un appoggio privo di contropartite.

Quando infatti si trattò la questione delle candidature non possedevamo più l’arma dissolvente della presentazione della lista. Capisco che il simbolo di Tabacci ci ha fatto paura, anche se il suo risultato è stato così deludente da immaginarlo facilmente superabile da una nostra lista. Certo una candidatura socialista alle primarie e poi la presentazione della lista alle politiche avrebbero potuto offrirci un altro risultato (Tabacci con lo 0,5 si è portato a casa sette deputati) e un’altra prospettiva. Aggiungo solo che io fui trai pochissimi che proposero questa eventualità mentre quasi tutti i contestatori di oggi, nella presunzione di ottenere un candidatura, furono favorevoli ad entrare in lista col Pd.

Oggi non si può tornare indietro. Gli stessi che accettarono la scelta di entrare nelle liste del Pd furono poi contrari all’idea, da me patrocinata e in una prima fase anche dal segretario, di cercare una soluzione non identitaria con una proposta che coinvolgesse i radicali in una sorta di riedizione della Rosa nel pugno. Si disse che bisognava puntare a una lista del socialismo europeo. Solo che s’immaginavano che la lista avrebbe coinvolto Sel e non il Pd. Le cose sono andate come sappiamo e invece di Sel ad aderire al socialismo europeo è stato il Pd. Dovevamo uscirne noi è appoggiare Tsipras, come hanno fatto alcuni novelli sinistri socialisti?

Oggi non abbiamo altra strada. La stessa Sel è in preda a convulsioni interne, Migliore e la stessa Camusso ipotizzano un unico partito della sinistra. Renzi potrebbe coprire un arco di forze che va da una parte di vendoliani a Scelta civica. E noi dovremmo stare con il cerino, anzi la rosa e il garofano, in mano a fare che? È evidente che oggi non abbiamo alternative. Il cosiddetto patto federativo col Pd va messo coi piedi per terra. Altrimenti rischiamo di morire di consunzione nemmeno tanto lenta. Mai come oggi non è più tempo di rinvii e di polemiche senza costrutto. Chi ha in testa un’altra via la indichi o accetti di incamminarsi con chi ha chiaro il cammino.

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