giovedì, 18 Luglio, 2019

Sea Watch: Carola libera. Nencini: “Italia in tribuna”

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Carola Rackete è libera. La comandante della Sea Watch 3 arrestata sabato scorso, a seguito del mancato rispetto delle indicazioni della motovedetta della Guardia di Finanza che le intimava di non attraccare al porto di Lampedusa, ha espresso la propria soddisfazione per la decisione presa dal giudice Alessandra Vella che nella sera del 2 luglio scorso ha deciso la sua scarcerazione. «È una grande vittoria di solidarietà verso tutti i migranti e contro la criminalizzazione di coloro che vogliono aiutarli- ha dichiarato Carola Rackete- Sono commossa dalla solidarietà di tante persone. E’ stato un lavoro di squadra».
La capitana della nave ha trascorso le prime due notti in stato di libertà, alloggiando in un appartamento nel centro di Agrigento.
Nella nottata, per evitare la ressa delle telecamere sembra che la capitana abbia lasciato il territorio Agrigentino, in attesa dell’interrogatorio del 9 luglio, presso la Procura di Agrigento, per l’inchiesta che la vede indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Nello stesso tempo, la Procura di Agrigento ha negato il nulla osta al provvedimento, sino al 9 di luglio, giorno in cui si svolgerà l’interrogatorio da parte dei pm.
Intanto, s’infiamma la battaglia politica, incrociando il tema dell’immigrazione con il rinnovo delle cariche istituzionali dell’Unione Europea, che ha visto l’Italia in una posizione secondaria.
In merito, il senatore del Psi, Riccardo Nencini ha dichiarato: «Bella partita tra Francia e Germania. Italia in tribuna e siamo tra i fondatori dell’Unione Europea. Vorrei che il duo Salvini-Di Maio spiegasse agli italiani come si può modificare il trattato di Dublino sui migranti, come si può influire nelle decisioni importanti se siedi in curva allo stadio. E tutti a guardare il dito – la sentenza su Carola intendo».
Nonostante il governo italiano sia rimasto in tribuna, il ministro Salvini fa finta di nulla e preferisce attaccare frontalmente la magistratura: «la decisione della magistratura di scarcerare Carola è una follia. Questa non è indipendenza della magistratura, ma follia».
In un crescendo dai toni eversivi, il leader della Lega ha dichiarato in diretta Facebook: «Nessuno mi toglie dalla testa che quella di Agrigento è una sentenza politica. Togliti la toga (rivolgendosi al giudice) e candidati con la sinistra. Io non mollo, anche perché ci sono tanti giudici che vogliono applicare la legge e non ribaltarla. Io conto su di voi».
Nella conferenza stampa organizzata questo pomeriggio, la portavoce della Sea Watch, Giorgia Linardi ha risposto alle accuse di Salvini: «Prendiamo atto che è una persona che ci insulta dalla mattina alla sera invece di ottemperare ai suoi compiti. Nessuno può chiamarci vicescafisti o quant’altro senza averne prova e non dire una parola quando una donna viene insultata e le viene augurato di essere stuprata.
Voglio credere che se il ministro si trovasse a bordo sarebbe il primo a tendere una mano. Se non lo facesse, sarebbe un mostro. E’ un atto istintivo di umanità».
La Linardi, a nome di Carola ha ringraziato i legali e l’equipaggio della Sea Watch, aggiungendo che Rackete si trova «ancora in Italia, ma non è detto che vi si trovi nelle prossime ore o giorni. La capitana sta bene. Ha trascorso tre giorni di isolamento, non si rende conto della risonanza che la vicenda sta avendo. Che una nave umanitaria venga considerata la più urgente minaccia all’ordine pubblico, credo che questo renda ridicolo il Paese. L’ordinanza di ieri ristabilisce ordine sulla gerarchia delle norme e restituisce dignità al Paese».
In conclusione, la Linardi ha chiarito le motivazioni che hanno portato la nave dell’Ong ad attraccare in Italia: «Per 17 giorni la Sea Watch 3 ha tentato tutto ciò che poteva per un ingresso regolare. Non c’era nessuna alternativa a Lampedusa. Non avevamo nessuna intenzione di dirigerci verso paesi in guerra, né in Tunisia dove proprio in quei giorni una nave era bloccata, né a Malta più lontana di cinquanta miglia rispetto a Lampedusa. Il comandante Carola ha fatto il suo dovere, le autorità hanno ignorato il comandante, che ha quindi fatto rotta verso un porto sicuro».
Sul fronte parlamentare, questa mattina, sono state annullate le audizioni sul decreto sicurezza bis, che si sarebbero dovute svolgere nelle Commissioni riunite Affari costituzionali e Giustizia della Camera dei deputati, alle quali avrebbero dovuto partecipare l’Associazione Antigone, il Tavolo nazionale asilo e alcune Ong che si occupano dei soccorsi dei migranti in mare (come Medici senza frontiere, Open Arms e Mediterranea – Saving Humans).
La decisione delle Ong di non partecipare alle audizioni nasce come segno di protesta contro l’esclusione improvvisa, dall’audizione stessa, della Ong Sea Watch.
Le organizzazioni del Tavolo asilo (tra cui l’Arci) hanno comunicato, su Twitter che: «considerata l’esclusione ingiustificata della Sea Watch Italy dall’audizione a Montecitorio sul Decreto legge Sicurezza Bis, non prenderemo parte all’audizione e parteciperemo ad un incontro pubblico per esprimere le nostre valutazioni sul Decreto Legge, oggetto dell’audizione».
Sulla stessa linea, la Ong Rescue Med: «a seguito della decisione di escludere Sea Watch dalle audizioni- dichiara Alessandro Metz- Rescue Med non parteciperà. Lo comunichiamo con rammarico, ritenendo l’audizione come momento utile di confronto, ma la scelta di non far partecipare Sea Watch è grave e francamente incomprensibile».
L’associazione Antigone scrive su Facebook: «Questa mattina saremmo dovuti essere auditi alla Camera dei Deputati in merito al decreto sicurezza bis. Insieme a noi e ad altri sarebbe dovuta intervenire anche Sea Watch a cui è stato impedito. Ritenendo questo atto molto grave e fortemente lesivo dei principi democratici, insieme alle altre associazioni convocate abbiamo deciso di disertare l’audizione dandone comunicazione al presidente della Camera e ai presidenti delle Commissioni competenti».
Anche Amnesty International esprime solidarietà nei confronti dell’equipaggio della Sea Watch 3, considerando “assurdo” il fatto che Carola rimanga sotto inchiesta per presunto favoreggiamento della immigrazione clandestina. «Carola Rackete è diventata la prima vittima del nuovo decreto sulla sicurezza, soprannominato Decreto Salvini – spiega la ricercatrice di Amnesty International per l’Europa meridionale, Elisa De Pieri – che comprende misure che sono un tentativo di porre fine al lavoro salvavita delle Ong. E’ probabile che queste misure si traducano in più morti inutili in mare e in più persone che vengono rimpatriate in condizioni orrende in Libia».
Intanto, a Licata, alcuni cittadini hanno accolto l’arrivo al porto, da Lampedusa, scortata da una motovedetta della Guardia di Finanza, della nave Sea Watch, sotto sequestro probatorio da parte della Procura di Agrigento. I cittadini hanno organizzato un sit-in di solidarietà a sostegno della Ong, esponendo degli striscioni tra cui “Solidarietà alla Capitana Carola per gli insulti sessisti che ha ricevuto. Restiamo umani”.

Paolo D’Aleo

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