martedì, 12 Novembre, 2019

Sea Watch, FI spaccata, scissione in vista al Senato

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Forza Italia si spacca sulla visita di Stefania Prestigiacomo a bordo della Sea Watch. L’ispezione della parlamentare siracusana ha messo sotto i riflettori le enormi fratture tra i gruppi di Camera e Senato. In particolare la pattuglia di Palazzo Madama ha vissuto la domenica con più di qualche imbarazzo che potrebbe avere strascichi pesanti.

“Quarantasette nuovi immigrati che si aggiungono ai più di 600mila che abbiamo oggi sul territorio del Paese non cambiano nulla. Se fosse mia responsabilità, li farei senza dubbio sbarcare”, aveva detto Berlusconi come riportato dal Giornale. La sortita di Prestigiacomo, dunque, non pareva essere così grave per FI. Visto anche che l’esperta deputata siciliana non è mai stata un’estremista. Non doveva quindi stupire più di tanto il viaggio sulla Sea Watch.

All’interno del partito del Cavaliere, però, sarebbe in atto una faida tra correnti. Da una parte i fedelissimi dell’ex premier, dall’altra quelli che vorrebbero correre tra le braccia di Salvini. Al Senato soprattutto, dove i numeri del Governo sono risicati, siederebbero gli esponenti di FI pronti a passare in maggioranza. A guidarli sarebbe Licia Ronzulli, assistente personale di Berlusconi e senatrice da sempre attratta dalle posizioni leghiste.

Una volta saputo della vicenda, Ronzulli ha chiamato a raccolta i senatori di Forza Italia sull’apposito gruppo WhatsApp. “Ora sono veramente stufa di sentire ‘sta litania”, ha tuonato in chat la politica lombarda. “Stiamo fornendo uno spettacolo indecoroso”. Il problema “non è più pro-Salvini o contro Salvini. Non è più se stare o no con l’alleato. Chissenefrega di Salvini – ha detto Ronzulli ai colleghi –. Il problema è diventato nostro”.

Va bene la solidarietà ma, secondo Ronzulli, una cosa ben diversa “è fare spedizioni avventuriere in mare a mo’ di sit-in come i centri sociali o come Green Peace!”. Lo sfogo della parlamentare milanese è concentrato sulle differenze con la Lega, specificando ai senatori azzurri che Forza Italia deve differenziarsi “per i contenuti, per le cose che abbiamo da dire” e non “con le baracconate” come quella messa in atto da Prestigiacomo. Ronzulli, prima di augurare buona domenica ai parlamentari azzurri, ha chiuso la conversazione sottolineando di essersi informata sui profughi presenti sull’imbarcazione olandese: “Non ci sono donne e non ci sono bambini a bordo”, puntualizza. Salvini ha utilizzato oggi le stesse parole in un tweet…

La vicenda Sea Watch mette quindi a nudo le lotte intestine a Forza Italia. Il Senato potrebbe presto regalare degli scossoni, con i senatori più navigati stanchi di ricevere diktat dalla Ronzulli (lo sfogo riportato è solo l’ultimo di una lunga serie) e quelli eletti nei collegi uninominali che si sentono presi in giro dalla zarina del Cavaliere. “Come mai una collega fa tutto questo? A nome di chi parla? È l’assistente di Berlusconi e fa tutto a sua insaputa” il pensiero di alcuni senatori azzurri. Stando a quanto filtra da ambienti parlamentari, già questa mattina molti senatori si sarebbero mossi per mettere in piedi un nuovo gruppo al Senato. Una compagine sempre di matrice berlusconiana, ma non comandata da Anna Maria Bernini.

Ronzulli, a sua volta, sembra stretta in un angolo. Convinta di portare rinforzi a Salvini sotto la minaccia di una mancata ricandidatura, potrebbe ora rimanere con il cerino in mano. Il gioco sarebbe stato scoperto dai gruppi azzurri che, una volta mangiata la foglia, starebbero provando a toglierle la leadership. Non ci sarebbe da stupirsi, quindi, se le dichiarazioni rilasciate ieri dagli esponenti azzurri (Silli, Cattaneo, Benigni, D’Attis, Cavedagna, Bignami) contro Prestigiacomo fossero state “suggerite” da Ronzulli, che starebbe ormai vedendo svanire il suo ruolo di preferita di Berlusconi.

Altro nodo cruciale è la decisione iniziale del gruppo al Senato di astenersi al decreto Semplificazione. L’annuncio della presidente Bernini non è piaciuta ai falchi azzurri. La stessa parlamentare emiliana, dopo la protesta dei suoi senatori, ha dovuto cambiare idea, comunicando la scelta di FI di votare a favore della legge. Sarebbero in molti a rimpiangere l’autorevolezza di Paolo Romani, capogruppo dei senatori di FI nella scorsa legislatura. In tanti a Palazzo Madama promettono di rivolgersi a Berlusconi per chiedere una figura più indipendente, meno condizionabile. Un problema in più che agita le acque già parecchio mosse del mare berlusconiano.

F.G.

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1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    “Sì all’assistenza, no allo sbarco” della Sea Watch. La Corte di Strasburgo ha chiesto all’Italia di “prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per assicurare ai ricorrenti cure mediche adeguate, cibo e acqua”. La Corte non ha però accolto la richiesta dell’ong di ordinare all’Italia lo sbarco (Repubblica). La politica italiana è divisa e il Corriere Bologna riporta il dibattito nato attorno alle parole di Alessandra Carbonaro, deputata Cinque Stelle che cita Primo Levi sui social per chiedere che si faccia sbarcare la nave: “Considerate se questo è un uomo. Fate scendere questi esseri umani”, scrive Carbonaro. (Fonte Pagine Ebraiche)

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