martedì, 22 Ottobre, 2019

SENZA PIETÀ

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Ritorna al centro del dibattito politico il caso Sea Watch.  La nave è entrata nelle acque territoriali italiane per ripararsi dalla forza del mare e dalle condizioni meteo. È ancorata ad un miglio a largo delle coste di Siracusa. L’ingresso, secondo le fonti della Guardia Costiera italiana, è stato consentito a causa delle cattive condizioni meteo per garantire la sicurezza dei 47 migranti che si trovano a bordo, ormai da 7 giorni, e della stessa imbarcazione. La Sea Watch è affiancata da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Il Comune di Napoli fa offerto il porto alla nave ma il ministro Salvini ha ribadito che ‘non c’è nessuno spazio in Italia’. Il vicepremier Di Maio ha invitato a convocare l’ambasciatore olandese visto che la nave batte bandiera olandese

Intanto si intreccia un altro caso, quello della nave Diciotti, con le accuse al ministro Salvini Il Ministro degli interni ha annunciato con un video su Facebook che il tribunale dei Ministri di Catania intende procedere contro di lui. “Ci riprovano”, ha spiegato. “Rischio da 3 a 15 anni di carcere per aver bloccato gli sbarchi dei clandestini in Italia. Non ho parole”. Salvini parla di provocazione “Siamo disposti a offrire tutto il supporto possibile – ha detto – dal cibo all’assistenza sanitaria, ma in Italia si può entrare solo con il permesso. Non cambio idea. L’unico modo per salvare queste donne e questi bambini è metterli sugli aerei, se scappano davvero dalla guerra”.

Intanto è arrivato il monito della Ue. “Seguiamo la situazione da vicino, la nostra posizione è molto chiara: la sicurezza delle persone a bordo è la prima preoccupazione, quello che è necessario nel Mediterraneo sono disposizioni prevedibili per assicurare che gli sbarchi possano avvenire in sicurezza”: ha detto il portavoce del presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, rispondendo a una domanda sulla situazione della Seawatch 3.

Giovedì, l’amministrazione comunale di Siracusa, aveva tentanto di risolvere la situazione accogliendo i 47 migranti “avvalendosi della collaborazione della Curia e di tante associazione che sono state contattate e hanno dato la loro disponibilita’”. Lo ha detto  il sindaco, Francesco Italia che ha chiesto così di consentire l’attracco del natante. “Siracusa, città di mare e da sempre porto aperto – ha affermato – l’Italia fa dell’accoglienza un tratto distintivo al quale non intendiamo derogare. Quando ci sono richieste di aiuto da parte di persone in stato di incertezza e di angoscia, anche a causa delle difficili condizioni meteo-marine, non si può rispondere, come ha fatto il ministro Di Maio, di rivolgere la prua verso Marsiglia: così si negano solo i diritti sanciti dalle norme internazionali e della navigazione”. “Invece di speculare politicamente sulla sorte di 47 persone – ha concluso – il Governo autorizzi l’attracco a Siracusa della Sea Watch 3. Al resto penseremo noi”. Ovviamente l’appello è stato respinto in nome dell’inflessibilità, della intransigenza e delll’interesse elettorale con la convinzione che un no sputato in faccia a 47 poveracci porti a qualche voto in più.

Il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, ha chiesto l’istituzione di una commissione di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo. “Facciamo nostro – ha detto Delrio – l’appello lanciato da Luigi Manconi col manifesto ‘Non siamo pesci’ e chiediamo al Parlamento di istituire una Commissione di inchiesta sulle stragi nel Mediterraneo. Già dalla prossima settimana depositeremo la proposta di legge per l’istituzione della Commissione”. “Di fronte alla tragedia che in questi giorni si sta consumando nelle acque del Mediterraneo speriamo che nessuna forza politica si tiri fuori da una analisi seria delle cause, che il governo non si limiti alle lacrime di coccodrillo e che si smetta di insultare le Ong”. “L’Italia è sempre stata maestra d’umanità. Il rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali, una lotta senza quartiere ai trafficanti di uomini e il soccorso di quanti fuggono a rischio della vita dalla guerra e della miseria possono e devono stare insieme” ha concluso.

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