giovedì, 21 Novembre, 2019

DIRITTI UMANI PRIMA DI TUTTO

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Un governo sempre più sopra le righe con il vicepresidente del consiglio Salvini che ha definito “il comportamento del governo olandese” sulla vicenda Sea Watch “disgustoso”. Per il ministro, gli olandesi “se ne strafregano di una nave che batte bandiera olandese. Ho scritto alla collega degli Interni del governo olandese, senza avere uno straccio di risposta”, ha aggiunto Salvini. Allo stesso modo Salvini se ne frega di 42 poveracci in situazione sempre più precarie che da due settimane sono alla deriva davanti le coste italiane. “Questo paese – ha commentato in un post su Facebook il segretario del PSI, Enzo Maraio – è diventato impermeabile a due princìpi di cui la nostra costituzione è pervasa: i diritti fondamentali e la dignità della persona”.

“I socialisti sono, come sempre, per ricordare un altro periodo buio del nostro Paese, per la ‘linea umanitaria’”, ha aggiunto il segretario del PSI. “Non si tratta di difendere chi vuole criminali, clandestini e immigrazione irregolare nel nostro paese o peggio chi non rispetta le leggi. Qui si tratta di salvare vite umane, a cominciare dai bambini, che da giorni si trovano in balia del mare”. Maraio aggiunge: “con il Senatore Nencini abbiamo fatto un appello a tutti i parlamentari di trasferire simbolicamente il proprio domicilio sulla Sea Watch fin quando l’ultimo essere umano non sarà sceso dalla nave. Un gesto di civiltà e di umanità in un momento in cui il ministro Salvini si gira dall’altra parte di fronte al pericolo e allo stato di necessità di bambini, donne e uomini. E quindi dobbiamo accoglierli tutti? No, noi dobbiamo salvarli, perché i diritti umani vengono prima di ogni altra cosa”, ha concluso.

La proposta di Nencini, spiega lo stesso senatore socialista, chiede ai parlamentari, “a tutti i parlamentari che hanno a cuore la sorte delle donne e degli uomini a bordo della nave Sea Watch di fissare in via temporanea, e comunque fino alla risoluzione di una situazione drammatica, il loro domicilio sulla nave”. “L’applicazione dell’art. 68 della Costituzione – aggiunge Nencini – sarebbe d’aiuto a placare l’animo di statisti amanti dell’avventura”. “Salvini si aspetta sequestri, arresti, blocchi e noi risponderemo – e faccio appello a tutti i parlamentari a cui  sta a cuore la risoluzione di questa situazione ormai drammatica – trasferendo temporaneamente il domicilio sulla Sea Watch”. “Lo faremo – continua Nencini – fino a quando su quella nave non ci sarà rimasto più nessuno”. “Ci sono donne, bambini e uomini in balia del mare da settimane”. “Una cosa è accogliere tutti, anche gli irregolari, altra cosa è difendere principi fissati nella Costituzione: la difesa dei diritti diritti umani e la dignità della persona. Noi siamo decisamente per questa seconda strada. E ora Salvini ci faccia arrestare tutti”.

Contrari alla politica di Salvini, molte associazioni umanitarie e tra queste anche l’organismo pastorale della Chiesa, la Caritas. “Nei momenti di passaggio, di crisi, quando è difficile vedere il nuovo – dice in un’intervista all’agenzia Dire il nuovo presidente Caritas italiana Carlo Roberto Maria Redaelli – quando si vive quell’atteggiamento che nel suo ultimo saggio Bauman ha definito ‘retrotopia’ (che è il contrario di ‘utopia’, un guardare indietro invece che avanti) è molto agevole cercare delle scorciatoie. La più facile è creare paure o, meglio, far percepire paure a livello emotivo e non pensato, per poi proporsi come coloro che le controllano a nome del ‘popolo’. Il gioco è pericoloso per tutti. Prima o poi i ‘mostri’ creati da chi pensa di proporsi come il loro domatore, si ribellano contro chi li ha fatti nascere, ma nel frattempo hanno provocato disastri nel tessuto sociale, disorientando le persone, facendo saltare i valori condivisi, creando conflitti. Ricostruire dopo la tensione verso il bene comune diventa molto difficile”.

Intanto la capitana Carola Rackete è stata iscritta nel registro degli indagati dalla Procura di Agrigento. La comandante della Sea Watch, che ora deve rispondere dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di rifiuto di obbedienza a nave militare. L’iscrizione è un atto dovuto e quindi, al momento, non ci saranno arresti, né verrà sequestrata la nave. La donna, spiega il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, sarà interrogata mentre si valuta il sequestro probatorio del mezzo. L’inchiesta è stata aperta, dopo la segnalazione della Guardia di Finanza che ha effettuato anche una perquisizione a bordo della nave della ong olandese.

Intanto Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo e altri Stati membri dell’Ue si sono detti disponibili ad accogliere i migranti: lo confermano dalla Farnesina, sottolineando il lavoro svolto, su istruzioni del ministro degli Esteri Enzo Moavero, in stretta correlazione con la Commissione europea.

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