venerdì, 27 Novembre, 2020

SECONDA ONDATA

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La seconda ondata della pandemia impatterà sull’economia della zona euro con prospettive al ribasso sulla ripresa a breve termine e peserà in particolare sul settore dei servizi. Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde intervenendo in commissione E del Parlamento europeo.
Lagarde ha detto: “La recrudescenza delle infezioni da COVID-19 sta pesando in particolare sull’attività del settore dei servizi particolarmente vulnerabile alle misure di distanziamento sociale volontarie e obbligatorie introdotte. L’indice dei responsabili degli acquisti per l’area dell’euro mostra che mentre la produzione manifatturiera ha continuato a migliorare, l’attività del settore dei servizi si è ulteriormente indebolita in ottobre. Questo impatto disomogeneo è evidente anche nei paesi dell’area dell’euro, con i paesi particolarmente dipendenti dal turismo e dai viaggi più colpiti. La seconda ondata della pandemia oltre all’impatto sulla crescita ha incrementato i rischi alla stabilità finanziaria dell’Unione europea. È vero che le politiche fiscali hanno limitato gli effetti della crisi, ma molte attività economiche si trovano in difficoltà di liquidità e più si protrarrà la crisi più ci saranno fallimenti anche se, ovviamente, ci vorrà tempo prima che ciò accada e che vada a protrarsi sui bilanci delle banche”.

 

Lagarde ha ricordato anche le differenze nelle risposte dei Governi: “Alcuni Governi hanno esteso la durata delle garanzie sui prestiti ma ci sono rischi legati all’effetto delle scadenze o la pressione sui profitti, alla presenza di problemi precedenti come quello dei crediti deteriorati”.

In un colloquio con la Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo, la presidente della Bce ha sottolineato: “Gli interventi del pacchetto Next Generation Eu devono diventare operativi senza esitazioni. La risposta europea alla crisi è impressionante ed efficace, ma nella seconda fase bisogna continuare con lo stesso impegno. Gli ultimi dati segnalano che l’economia dell’Eurozona ha perso slancio sulla seconda ondata di contagi, essendo stata colpita molto gravemente dalla ricaduta e dalle misure di contenimento e ci sono notevoli rischi al ribasso. E se l’indice Pmi manifatturiero cresce, quello dei servizi continua a scendere”.
Infine, la Lagarde ha ricordato: “La pandemia ha creato uno scenario di elevata incertezza, ma il compito dei politici sarà quello di costruire un ponte verso la ripresa. Per questo sono essenziali politiche pubbliche che ispirino fiducia e che devono essere ambiziose e realistiche. Una posizione fiscale ambiziosa e coordinata per evitare l’effetto baratro. In questo scenario, sono cruciali gli investimenti pubblici che hanno un forte effetto sulla domanda a breve incluse ricadute transnazionali, senza contare che aumentano la fiducia con effetto di moltiplicatore fiscale. Tutto però, dipende dall’efficacia degli investimenti”.
Ad una domanda dell’europarlamentare italiano della Lega Marco Zanni su quale sarebbe l’impatto di una eventuale cancellazione del debito sui bilanci e sulla posizione della Bce, Lagarde ha risposto seccamente: “Non chiederselo neppure, perché questa sarebbe una violazione del Trattato”.
Quanto alla possibilità di perdite legate agli acquisti di obbligazioni del settore privato, fatte dall’Eurotower, la presidente della Bce ha concluso: “Se anche ci fossero questo non impatterà la nostra capacità di perseguire il mandato di stabilità dei prezzi. Ma non voglio evocare scenari alternativi, non siamo a rischio”.
Intanto, secondo l’Ocse, il Pil dei paesi a economia di mercato rimbalza del 9% nel terzo trimestre, dopo il calo record della prima metà dell’anno, legato ai lockdown, ma resta del 4,3% al di sotto del suo massimo pre-pandemico. Dal rapporto dell’organizzazione di Parigi emerge anche che l’Italia è uno dei Paesi che guidano la ripresa.

 

Tra le principali sette economie Ocse, il Pil nel terzo trimestre è cresciuto maggiormente in quelle economie che nel secondo trimestre avevano subito i cali più forti. La Francia registra un incremento del 18,2% (dopo una contrazione del 13,7%), l’Italia avanza del 16,1% (a seguito di una contrazione del 13,0%) e il Regno Unito del 15,5% (dopo una contrazione del 19,8%).
Nonostante ciò, bisogna restare in guardia poiché non si esclude una terza ondata. Già in questa seconda ondata di Covid, gli stanziamenti previsti dalla Ue per il primo periodo della pandemia sono diventati insufficienti e lo saranno ancor meno nell’eventualità di una terza ondata. Dunque, bisognerà fare in fretta per rendere immediatamente attuativo il Next Generation Fund che andrebbe ulteriormente incrementato.

 

Salvatore Rondello

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