giovedì, 27 Febbraio, 2020

Segnale di vita

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Il sondaggio di Repubblica sulle intenzioni di voto alle europee segnala alcune direzioni di voto non trascurabili. La prima è un’ulteriore avanzata del movimento di Grillo che non solo non registrerebbe alcuna crisi, ma aumenterebbe, sia pur leggermente, anche rispetto alla percentuale di anno fa. La tendenza anti europea è forte e sommata al voto della Lega, che col nuovo segretario Salvini sta accentuando la vocazione anti euro, arriva al 30 per cento.

Poi, rispetto ai più recenti sondaggi nazionali, emerge un consolidamento del centro-destra e un forte ridimensionamento del Pd, anche se rispetto alle europee precedenti si registra una duplice tendenza di segno opposto. Certo che dopo l’accordo BR sulla legge elettorale le tre conseguenze elettorali, segnalate dai sondaggi, sono tutte negative per il centro-sinistra: la perdita del Pd, l’aumento dei Cinque stelle, l’incremento del centro-destra anche a seguito dello sfaldamento del centro. Poi, perché non dirlo, si certifica un inaspettato segnale di vita del PSI, che avrebbe un risultato attorno al 1,5 per cento.

Questo senza alcuna forma di programma, di campagna, nemmeno a fronte di un annuncio di presentazione della lista, é un incoraggiamento a non tralasciare l’idea di marcare un colpo. Ha fatto bene Nencini a rivolgere l’ennesimo appello ai socialisti europei ad una lista comune. Bisognerà pur prendere atto che Sel ha scelto un’altra strada e che Scelta civica non c’entra nulla col Pes. Dunque il tema è se fare una lista col Pd o da soli. Se il Pd accetterà di presentare il nome e il simbolo del socialismo europeo credo che noi dovremmo accettare un accordo, se no il simbolo possiamo presentarlo noi da soli. E quel segnale potrebbe rafforzarsi.

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