domenica, 23 Febbraio, 2020

Sei Nazioni. Con il Galles regole sudafricane e lingua italiana

0

Nel 6 Nazioni delle “nuove panchine”, escluse Inghilterra e Scozia 4 su 6 hanno sostituito la guida, Petrus François “Franco” Smith classe 1972 è sicuramente il meno addentro alle “cose” del Torneo. L’esordio di domani a Cardiff, diretta tv DMAX dalle 15, non è sicuramente il più agevole potesse avere con i suoi Azzurri. Una squadra rinnovata, con un mix di giocatori giovani ed esperti, facce nuove e facce note, facce dimenticate e tornate dopo anni. Tutte facce, comunque, con voglia di rivalsa.
Un compito tanto gravoso quanto avvincente per Franco Smith.
Sebbene si sia trovato “quasi” casualmente a dover dipanare la complicata matassa del rugby azzurro, “arruolato” nel dopo O’Shea per “esclusione” con un contratto a tempo determinato che si chiuderà a fine Torneo, più che un “gitante” di passaggio, sta muovendo come chi ha tutta l’intenzione di fermarsi stabilmente.

L’imperturbabile sudafricano si è buttato nell’impresa serafico entusiasmo.
Con un curriculum che lo ha visto nello staff degli Springboks, Head Coach dei Cheetahs e trascorse esperienze italiane, sia come giocatore, sia come allenatore del Treviso, dove ha insediato casa e quartier generale, Pare che nulla lo scomponga.
Chi si aspettava convenevoli di rito e battute di circostanza è rimasto deluso.
Rispetto a chi lo ha preceduto, è sicuramente meno ridondante nei termini e spumeggiante negli aggettivi qualificativi, non solo perché parla un eccellente italiano, ma, con tono lento e sicuro, mostra la modestia dei forti e di chi ha la giusta competenza concentrandosi su pochi ma decisi concetti.
Impone che nello spogliatoio della nazionale italiana la lingua parlata possa essere solo una … l’italiano. Nessuno escluso con full immersion nel lessico dantesco per chi abbia difficoltà (leggi Polledri e Braley). E’ una priorità? Forse, anzi sicuramente, no ma nessuno prima di lui aveva avuto questa sensibilità.

Dalla terra natia “importa” l’equazione dove crescita fa rima con lavoro, lavoro, lavoro e più è duro più risultati ci saranno. “Cercheremo di dare all’Italia un DNA riconoscibile, vogliamo rafforzare la nostra presenza fisica in campo. Conosco bene il rugby italiano ho lavorato molto qui e cercherò anche di utilizzare la mia esperienza con la Nazionale sudafricana per migliorare il lavoro già fatto.”.
Confida in quello che fa e si dice felice di poterlo realizzare in Italia.
La sua fede è primaria. Dio gli ha dato tanto, tutto, e ora ha una missione ricambiare facendo del bene agli altri. E in questa missione il rugby è preponderante.

Non vuole giocatori o squadre sotto pressione, creare troppe aspettative è deleterio.
Non enfatizza la vincita ma parla di “processo” dove la vittoria, e sappiamo di quanto ne ha bisogno la nostra nazionale, è una parte del processo né più, né meno, importante rispetto ad altri aspetti.

Credo sarà disilluso anche chi è convinto che l’unica strada sia il “copia e incolla” con i precedenti quattro anni tracciati da O’Shea. A chi ostentava di avere “la miglior Italia di sempre” replica semplicemente di volere “l’Italia migliore possibile”.

E se alla fine ” l’Italia migliore possibile” ci desse più soddisfazioni della “migliore Italia di sempre”.
.
COSI’ IN CAMPO
15 Matteo MINOZZI (Wasps Rugby, 16 caps)* 14 Leonardo SARTO (Benetton Rugby 34 caps)* 13 Luca MORISI (Benetton Rugby, 29 caps)* 12 Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 39 caps) 11 Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club, 22 caps) 10 Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 54 caps) 9 Callum BRALEY (Gloucester Rugby, 5 caps) 8 Abraham STEYN (Benetton Rugby, 36 caps) 7 Sebastian NEGRI (Benetton Rugby, 22 caps) 6 Jake POLLEDRI (Gloucester Rugby, 13 caps) 5 Niccolò CANNONE (Argos Petrarca Rugby/Benetton Rugby, esordiente)* 4 Alessandro ZANNI (Benetton Rugby, 117 caps) 3 Giosuè ZILOCCHI (Zebre Rugby Club, 2 caps)* 2 Luca BIGI (Zebre Rugby Club, 24 caps) – capitano 1 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club, 40 caps)*  

A disposizione:
16 Federico ZANI (Benetton Rugby 13 caps) 17 Danilo FISCHETTI (Zebre Rugby Club, esordiente)* 18 Marco RICCIONI (Benetton Rugby, 7 caps)* 19 Dean BUDD (Benetton Rugby, 26 caps) 20 Marco LAZZARONI (Benetton Rugby, 4 caps)*  21 Giovanni LICATA (Zebre Rugby Club, 8 caps)* 22 Guglielmo PALAZZANI (Zebre Rugby Club, 36 caps) 23 Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 23 caps)*membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

15 Leigh Halfpenny (85 Caps) 14 Johnny McNicholl (*Uncapped) 13 George North (91 Caps)
12 Hadleigh Parkes (25 Caps) 11 Josh Adams (21 Caps) 10 Dan Biggar (79 Caps) 9 Tomos Williams (16 Caps) 8Taulupe Faletau (72 Caps) 7 Justin Tipuric (72 Caps) 6 Aaron Wainwright (18 Caps) 5 Alun Wyn Jones (C) (134 Caps) 4 Jake Ball (42 Caps) 3 Dillon Lewis (22 Caps) 2 Ken Owens (73 Caps)  1 Wyn Jones (22 Caps)
A disposizione:
16. Ryan Elias (9 Caps)  17. Rob Evans (36 Caps)  18. Leon Brown (6 Caps)  19. Cory Hill (24 Caps)  20. Ross Moriarty (41 Caps)  21. Rhys Webb (31 Caps)  22. Jarrod Evans (3 Caps)  23. Nick Tompkins (esordiente)​

1° TURNO
Sabato 01 Feb
Wales
KO 15:15 CET
Italy
Principality Stadium, Cardiff
Sabato 01 Feb
Ireland
KO 17:45 CET
Scotland
Aviva Stadium, Dublin
Domenica 02 Feb
France
KO 16:00 CET
England
Stade de France, Paris

RugbyingClass di Umberto Piccinini

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply