lunedì, 18 Novembre, 2019

SEMPRE SOTTO PROCESSO

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“Sta arrivando la riforma di Fofo Bonafede (Davigo) della giustizia. Con tanto di abolizione (praticamente) della prescrizione.
Prepariamo i sacchetti.
del vomito”.
Così commenta su Twitter il socialista Bobo Craxi già sottosegretario di Stato agli affari esteri con delega ai rapporti con l’ONU, la Riforma della Giustizia annunciata dal Guardasigilli Alfonso Bonafede. Il riconfermato ministro di via Arenula dice di voler andare avanti con ciò che aveva iniziato con il Governo Conte I, bloccare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio, che decorrerà dall’inizio del 2020. Per Bonafede si tratta di “un cambiamento epocale” e aggiunge: “Non esiste alcun problema sulla prescrizione. Noi e il Pd partiamo da posizioni differenti sul tema, ma quelle sono norme già approvate, che entreranno in vigore a gennaio. Io e gli esponenti democratici siamo stati invece pienamente d’accordo sul varare una legge delega per una riforma che dimezzerà i tempi dei processi penali e civili”. “Uno dei motivi per cui Matteo Salvini ha fatto saltare il governo è stato quello di fermarla”. Venerdì scorso, il Guardasigilli Alfonso Bonafede, numero due di fatto del M5S, si è ritrovato a Palazzo Chigi con l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, con cui non sembra d’accordo proprio sulla visione ‘di giustizia’, anche se sembra esserci un’intesa tra i due per quanto riguarda il sorteggio del Csm. Proposta che vede il supporto anche dell’ex segretario dem, Matteo Renzi. “Sul Csm – ha detto il leader di Italia Viva in un’intervista su Il Foglio – sono più d’accordo con Bonafede che con Orlando. Con Andrea ricordo una bella discussione a Palazzo Chigi in cui io proponevo il sorteggio, ispirato da Gratteri e lui che mi spiegava la sua contrarietà e l’impossibilità tecnica di farlo”.
L’obiettivo di Bonafede resta quello di raggiungere in Parlamento l’approvazione del ‘pacchetto’ sul settore civile e penale, e sulla legge elettorale per il Csm entro la fine dell’anno.
Numerosi garantisti si sono pronunciati contrari a questa Riforma che vede la fine di un principio che garantisce un effettivo diritto di difesa all’imputato. Tra questi l’Unione delle Camere penali che ha annunciato battaglia: proclamando uno sciopero di cinque giorni, previsto dal 21 al 25 ottobre prossimi.
Le Camere penali spiegano: ”È manifestamente inverosimile il proposito, pure sorprendentemente avanzato dal Ministro, di un intervento di riforma dei tempi del processo penale prima della entrata in vigore della riforma della prescrizione, cioè entro il 31 dicembre 2019. Il cittadino resterà dunque in balia della giustizia penale per un tempo indefinito, cioè fino a quando lo Stato non sarà in grado di celebrare definitivamente il processo che lo riguarda, come denunciato dai penalisti con l’intera comunità dei giuristi italiani”.
Per il presidente dei penalisti Gian Domenico Caiazza è essenziale “produrre il massimo sforzo perché l’opinione pubblica del nostro Paese sia debitamente informata della reale, devastante portata di una simile riforma per i diritti fondamentali di ciascuno di noi, rompendo le cortine fumogene della disinformazione populista e giustizialista che, richiamando strumentalmente alcune vicende processuali di grande interesse pubblico, rappresenta l’istituto della prescrizione come uno strumento privilegiato dei potenti e dei ricchi per sottrarsi ai rigori della legge”.

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