sabato, 5 Dicembre, 2020

SENTENZA (PALA) AMARA

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Non era mai accaduto prima, la Sezione disciplinare del Csm ha condannato alla sanzione massima prevista Luca Palamara, accogliendo la richiesta della Procura generale della Cassazione. Palamara è il primo ex consigliere del Csm ed ex presidente dell’Associazione magistrati ad essere rimosso dall’ordine giudiziario.
La sentenza è stata emessa dopo una camera di consiglio durata due ore e mezza. Erano stati ieri i rappresentanti della procura generale della Cassazione a chiedere la sanzione massima – impugnabile davanti alle Sezioni Unite della Cassazione – accusando Palamara soprattutto di aver “pilotato” per interessi personali la nomina del procuratore di Roma e contestandogli una strategia di discredito a danno del procuratore aggiunto Paolo Ielo. La vicenda al centro del processo è la riunione notturna all’hotel Champagne del 9 maggio del 2019, nella quale secondo l’accusa Palamara, cinque consiglieri del Csm (tutti dimessi e ora a processo disciplinare) e i politici Luca Lotti e Cosimo Ferri discussero le strategie sulle future nomine ai vertici delle procure. Riunione intercettata con un trojan nel cellulare di Palamara, che era finito sotto inchiesta a Perugia e ora è imputato per corruzione.
Nonostante per molti si tratti di una condanna esemplare, per altri è solo la punta dell’Iceberg, il suo caso, scoppiato il 29 maggio scorso, travolge l’attuale Csm perché un Trojan, microspia-virus introdotto nel suo cellulare poi sequestrato, registra due settimane di conversazioni a metà maggio 2019, proprio mentre al Csm è calda la discussione sul candidato più idoneo a reggere la procura di Roma, dove il capo in carica, Giuseppe Pignatone, lascia l’incarico perché va in pensione. Nomi eccellenti vengono fuori, tirando via il coperchio a unvero e proprio vaso di pandora, ma la sua condanna resterà esemplare e di monito.
Tuttavia il difensore di Luca Palamara Stefano Guizzi ha risposto alla domanda se la pronuncia del Csm sul suo assistito sia una sentenza politica ha replicato “Assolutamente no”.
Già da maggio si apre presso i probiviri del sindacato dei giudici la procedura per l’espulsione di Palamara dall’Anm. Che viene decisa a luglio. Palamara contesta l’espulsione perché il Comitato direttivo centrale dell’Anm non ha accolto la sua richiesta di essere sentito. Fa ricorso, ma l’espulsione viene confermata definitivamente il 19 settembre.

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