venerdì, 6 Dicembre, 2019

Sentinelle in piedi:
scontri e violenza
nella tranquilla Bologna

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sentinelle in piediIl gruppo denominato “Sentinelle in piedi” ha portato tafferugli, calci, spintoni e sputi nella tranquilla Bologna. L’organizzazione si autoproclama una “resistenza di cittadini che vigila su quanto accade nella società e sulle azioni di chi legifera, denunciando ogni occasione in cui si cerca di distruggere l’uomo e la civiltà”. Concetti simili, cioè la vigilanza e il controllo, furono già espressi da gruppi di persone a cavallo degli anni Venti del Novecento: allora si chiamavano camice nere.

Ieri pomeriggio le “Sentinelle in piedi” avevano ottenuto il permesso di dimostrare “in piedi, in silenzio e con un libro in mano” in Piazza San Francesco a Bologna. Ma per ragioni di sicurezza la manifestazione è stata spostata in Piazza Galvani. Il sit-in che è stato organizzato aveva lo scopo di esprimere il proprio dissenso contro le unioni gay e il ddl Scalfarotto. A Bologna, da tre settimane, è possibile per le coppie omosessuali sposate all’estero e residenti in città di iscriversi in appositi registri, segno cioè di apertura verso i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

Era iniziata in maniera pacifica la manifestazione di “Sentinelle in piedi” ma verso le 18:30 un gruppo appartenente a Forza Nuova ha raggiunto gli esponenti dell’organizzazione, aumentando l’intensità di cori e fischi contro le Forze dell’Ordine. Nel frattempo una contro-manifestazione, dove sventolavano bandiere di Rifondazione Comunista. Gioventù comunista, Tsipras e Arcigay, si era avvicinata alle “Sentinelle in piedi”. Per evitare scontri le Forze dell’Ordine hanno cercato di far allontanare le “sentinelle” e da qui sono iniziate le violenze e le cariche. Dopo venti minuti di confusione, i manifestanti di Forza Nuova e le “Sentinelle” sono state disperse. Un brutto e violento pomeriggio che poteva essere evitato.

Le Sentinelle in piedi si definiscono una rete “aconfessionale e apartitica. Con noi vegliano donne, uomini, bambini, anziani, operai, avvocati, insegnanti, impiegati, cattolici, musulmani, ortodossi, persone di qualunque orientamento sessuale”. Peccato che per quest’ultimo punto proprio ieri, in tutta Italia, abbiano manifestato contro la libertà di espressione di orientamento sessuale che passa anche attraverso i matrimoni gay. L’ipocrisia però è emersa in maniera più evidente nel video-propaganda della giornata del 5 ottobre, dove alla fine viene ripresa una massima di Mahatma Gandhi: “Il rumore non può imporsi sul rumore. Il silenzio sì”. In questo caso l’unico rumore che si è sentito è stato proprio quello delle pacifiche sentinelle e dei camerati di Forza Nuova.

La notizia, tra numerose testate, ha avuto rilievo solamente su “il Fatto Quotidiano”, almeno fintantoché non è esplosa la violenza in Piazza Galvani. Il ddl Scalfarotto è oggetto di critiche da numerose parti politiche ultraconservatrici. Il disegno di legge n.245/2013 ha il fine di arginare l’omofobia, vera piaga sociale e culturale del nostro Paese. La legge prevede “la reclusione sino a tre anni per chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità razziale o etnica, ovvero incita a commettere e commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi o fondati sull’omofobia o sulla transfobia”. È necessario vigilare su associazioni e organizzazioni come le “sentinelle”, nemiche della libertà di espressione.

Manuele Franzoso

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